giovedì 12 marzo 2009

Cos'è un uomo



Mi sono interrogato di recente su cosa significa essere un uomo al giorno d'oggi e cosa l'altro sesso e la società si aspettano da lui.
Siamo ancora in un mondo tendenzialmente "patriarcale" ed è quindi il maschio ad avere le redini delle cose... ci riflettevo il giorno della festa delle donne: pensavo e tendenzialmente tuttora penso di essere contrario a questa festa perché il fatto stesso che esista denuncia una differenza con l'uomo, la dove una disuguaglianza (sociale) non ci dovrebbe essere, quindi la consideravo una sorta di autogoal... ma poi ho preso atto che c'è differenza, più di quanta non me ne rendessi conto e forse da una parte è bene che ci sia un giorno in cui questo è sottolineato... da qui il mio pensiero ha vagato sulla "figura dell'uomo".
Ho visto diverse foto di bambini uccisi da uomini in guerra, ho "studiato" la mentalità raggiratrice della politica (prevalentemente maschile) che utilizza la paura, e l'astio per il "diverso", per attrarre consensi e porsi a mo' di "padre padrone"... Ho ascoltato incredulo la parola del modello "padano"... e la mentalità della donna che sembra volere a seconda del momento e l'esigenza ora un tipo, ora un altro modello maschile... e tende a conformarsi nel tempo a quelli che sono i peggiori canoni dell'altro sesso e a comportarsi sempre più da "uomo".
Mi sono domandato: Ma se al potere ci fossero le donne con la loro indole, con il loro "essere donne" sarebbe diverso? Forse no osservando le tendenze, forse non molto o un po si...
E' forse il "potere" che crea l'essere un "maschio" come mediamente viene concepito? In genere si dice di una donna in carriera che è stronza come un uomo come dice Vecchioni, il quale vorrebbe per se un altro modello femminile...
Cos'è un uomo oggi? Se guardassi al negativo direi: una bestia. Uccide per il potere, per beni materiali e per prestigio... e questo potere attrae la donna? Forse semplicistico pensarlo ma in certi frangenti il dubbio è legittimo e proseguendo nel discorso si potrebbe dire che è da "lei" se non giustificato almeno incoraggiato in questo senso.
Si, semplicistico e poi guardando in positivo ci sono chiare eccezioni.
Ma in generale, mediamente cos'è un uomo e come lo pensa la società odierna?
A giudicare da questo caleidoscopio di pensieri una figura molto più vicina alla preistoria che alla "civiltà moderna". Quest'ultima è spesso tirata in ballo dalla specie sapiens illusa di viverla solo perché possiede un pc e sa andare nello spazio.
E io quanto ci sto dentro nella definizione uomo?

Di alcuni anni fa questa poesia:

Un uomo

Secondo te come deve essere un uomo per essere definito tale?
Certo macho e che non guarda al peso forma perché è cosa femminile…
Un po’ rude e che si appassiona di donne e motori, perché questo si è maschile!
Che magari sia anche geloso e possessivo e a momenti tratti anche male…
sensibilità quel che basta ma non troppo… retaggio di una mentalità patriarcale.
Un uomo che non piange e che non deve chiedere niente a nessuno…
perché un uomo vero è in fondo egoista e si sa, certamente un duro!
E’ lui che porta i pantaloni e in fondo non e lui che ha i coglioni?
E al diavolo la parità dei sessi e anni di lotta e di canzoni!
E poi i valori cosa sono e cos’è il rispetto la fiducia e la comprensione,
se non cose da donne… tutte fantasie, solo un illusione…
Un uomo è il capo branco che pensa solo al suo nucleo con provincialismo,
pronto a difendere il suo villaggio con una malcelata punta di razzismo,
e a quel paese e al loro paese tutti gli extracomunitari…
che sono qui solo per fregarci case, donne e beni alimentari.
Allora si sa, gli uomini sono in un modo e le donne in un altro,
uno con i suoi pochi doveri e i suoi piaceri, l’altra col “piacere” del parto…
uno certo un casanova o un frocio e l’altra fidanzata moglie o puttana.
L’uomo per essere tale è sempre solo, ogni giorno della settimana…
Ed io ascolto questo e dopo aver appreso tutto attentamente,
mi rendo conto, con orgoglio, che sono un essere umano solamente!
mi rendo conto di non essere un uomo… se questa è la definizione…
perché quest’uomo sarà pure tale, ma a me sembra un gran coglione!

lunedì 9 marzo 2009

No al nucleare! Ma...


E’ in auge in questi giorni il discorso “nucleare” in Italia… imbarazzante esprimere ed esternare concetti su un argomento che dovrebbe essere un non tema:
Da dove comincio? Sarei tentato di partire dalla descrizione dettagliata, quasi in un rallenti, dello stagliarsi dell’indice medio rispetto agli altri opportunamente raccolti intorno alla mano destra… portato in mostra dall’alto verso il basso a “truffolo”… Il gesto sarebbe per altro legittimato non solo dalla libertà di espressione, ma dal fatto che abbiamo votato un referendum che dice NO NUCLE! (magari in inglese fa più effetto).
Ma ci sono dei ma… il primo è che mi pongo un problema di codice morale-comportamentale personale che velocemente bypasso in quanto rifletto istantaneamente che in fondo, mostrare una simbolica composizione manuale, sarebbe il minimo che vorrei esprimere al nostro simpatico personaggio di bassa statura fisica e morale… quindi, superato l’empasse, passo al secondo “ma” che ribalta di colpo la situazione e mi vede in una scena surreale con le spalle al muro con una mano puntata dal basso all’alto, posta nel medesimo modo verso di me, alla quale si aggiungono una miriade di altre mani a mò di plotone di esecuzione… tradotto in soldoni “mafiolo e compari” se ne fregano dei referendum, che hanno sostituito la carta igienica dei bagni delle camere del palazzo. Per altro non si compreranno scorte per pulire il lato b dei vari politici, nostri dipendenti statali, per molto tempo ancora, visto che la costituzione è accatastata per lo stesso utilizzo insieme ai suddetti referendum.
Allora inutile disquisire sul fatto che stiamo parlando di acquistare centrali di terza generazione, per i non informati “una sòla” come si dice in Francia, nazione che non ha creduto ai propri occhi e alle proprie orecchie quando si è sentita proporre l’affare che, è evidente, ha due parti che traggono vantaggio (loro e il bassissimo) e una no… noi siamo “una no”.
Si potrebbe continuare dicendo che noti ed emeriti scienziati come Rubbia (esiliato) ci hanno chiaramente informato sulla non convenienza economica, sul grave problema scorie, sul fatto che nemmeno per la quarta generazione vale la pena. Si potrebbe parlare delle tecnologie alternative sulle quali ha investito anche Obama, del pericolo incidenti e attentati terroristici ai quali verremmo esposti… già, si potrebbe continuare, ma mi sono arenato al “ma”.
Quindi inutile spendere energie e parole… e allora che ha fatto la Roma?
Spiazzante pensare che per festeggiare i mondiali di calcio vinti sono scese in piazza milioni di persone… e per questa ed altre miriadi di zozzate dove sono??
Ma sto divagando… allora, che ha fatto la Roma?? E la Lazio? E la Juve? E il Milan??

martedì 3 marzo 2009

Il bello della vita

Se è vero come è vero che Perni è sinonimo di Umbria (vedi post precedente)... allora a questa terra una poesia.

L’bello de la vita


Tuqui c’arvenni potto ciuco…
n’tol stà terra padre de mi babbo…
po’ ciuco e bardascio n’co dopo,
ta le zie e li cuggini annà a truvà…
‘gni vorta n’a festa tamanta,
pollastri girovon sopre lo gran foco…
sotto la cinere pizza co’ sarziccia,
l’pecorino e pane poco dopo…
pu frutta ta l’alberi ce stea,
sempe a penne pronta n’abbondanza…
tutto bono, antro sapore…
e s’accrescea anco’ la panza…
Oggi che so n’omo volia dicere,
a tutti l’antri omini cittadini,
que penseano d’avè l’meijo e li denari,
que cevon capito poco e gnente
su quello ch’era l’bello de la vita…
n’tl sti sapori, sto dijaletto sincero…
‘sta terra stellata concertata a grilli,
sotto l’ombre de le cerque e monti belli,
se nascunnia al core l’oro vero…

Il bello della vita

Qui ci venni neonato (bambino piccolo)…
dentro questa terra padre di mio padre…
poi bambino e ragazzo ancora dopo,
alle zie e i cugini andare a trovare…
ogni volta una festa grande,
polli giravano sopra il gran fuoco…
sotto la cenere pizza con la salsiccia,
il pecorino e il pane poco dopo…
poi frutta da gli alberi ci stava,
sempre a pendere pronta in abbondanza…
tutto buono, un altro sapore…
e si accresceva ancora la pancia…
Oggi che sono un uomo volevo dire,
a tutti gli altri uomini cittadini,
che pensavano di avere il meglio e i soldi…
che avevano capito poco o niente
su quello che era il bello della vita…
dentro questi sapori, questo dialetto sincero…
questa terra stellata concertata a grilli,
sotto l’ombra delle querce e monti belli,
si nascondeva al cuore l’oro vero…

Perni (il cognome)


Credo sia importante sapere da dove veniamo per capire chi siamo.

Dal post del gruppo "PERNI in Italia e in the World":

Dal dizionario: Perni – Centri di riferimento di capitale importanza.

Riferimento lo siamo certamente per la nostra famiglia, per i nostri amici, per le persone che ci conoscono, ma il nostro cognome deriva dal latino, probabilmente da perna – sovraccoscio, prosciutto, oppure meno probabilmente da pernix – svelto, agile, fulmineo.

Il nostro nome di famiglia non è “Rossi” e quindi, poco diffuso, è particolarmente caratterizzante di un'area geografica e inoltre sottintende una parentela più o meno lontana in tutti i suoi componenti.

Il cognome è identificativo di una precisa zona dell’Umbria dove i nostri avi hanno avuto i natali e dove ancora molti di noi sono residenti, un'area caratterizzata dalla media valle del Tevere contornata da colline e monti, dal verde di querce secolari, da oliveti e vitigni… dal profumo di una pizza al formaggio di Pasqua e da un bicchiere di bianco grechetto o di un buon rosso di Montefalco , dallo scricchiolio del fuoco sul camino dove gira sopra un “pollastro”. Si tratta di un'area a cavallo tra la provincia di Perugia e quella di Terni. Molti Perni sono nel comune di Massa Martana (Pg) e Todi (Pg) altri nella città di Terni che come tutti i grandi centri, per motivi di lavoro ha convogliato uomini a cercare maggior fortuna… Sempre per questo motivo il nostro nome di famiglia è presente nella capitale e comunque si è diffuso in Italia con piccole rappresentanze in Sicilia, Campania, Toscana, addirittura in Friuli… non abbiamo colonizzato la Sardegna se non probabilmente per una vacanza estiva…

Siamo presenti nell’elenco telefonico in un numero di 127 unità da cui si può supporre che ci siano circa 700 persone a portare il cognome.

Possibili origini del cognome:

Non possiamo vantare origini nobiliari ma il nostro cognome può raccontare forse una storia:

L’origine latina, il suo probabile significato e l’area di origine fa pensare che abbiamo un destino strettamente legato alla nascita dell’antica via Flaminia e in particolar modo del suo primario percorso (220 a.c.).

Nel tracciato di questa antica strada che parte da Roma erano previste, come da consuetudine, delle stazioni di sosta per il rifocillamento di persone e animali e il loro pernotto, intorno alle quali si svilupparono e radunarono comunità (ad es: Statio a Martis con tempio dedicato a Marte intorno alla quale nacque la futura Massa Martana).

Panis et perna recita un iscrizione in una via della città eterna (Via Panisperna)… pane e prosciutto. E’ possibile che la nostra famiglia di origine facesse parte della realtà commerciale che si andava sviluppando intorno ad una di queste stazioni di sosta e che avesse a che fare con la lavorazione del maiale, probabilmente precursori dei più noti norcini umbri.

Questa, ovviamente, è un'ipotesi non supportata da documenti...