martedì 8 dicembre 2009

Una piccola goccia in un mare viola (il NO B. Day)

"Chi sono quei due signori mamma? Sono due persone che sono state uccise perché hanno lavorato per la giustizia..."

Lo spirito guida del popolo viola potrebbe riassumersi qui, in quei due magistrati. Un cartello di una ragazza dice: "marciano con noi". Quando questa ragazza vede il cartello con la loro effige le brillano gli occhi, sorride ai loro volti sorridenti che moltissime persone vogliono fotografare tra la folla, quasi fossero loro in carne ed ossa...
E' vero, marciavano con noi! Nelle nostre intenzioni, nelle nostre parole, nei nostri cuori. Ruotano intorno a loro i nuovi valori di riferimento per i quali si è mosso un mare di persone in viola: è l'autentica opposizione che vuole i mafiosi fuori dal governo, ed un paese normale e democratico.
E' la normalità che viene richiesta, perché è il bene perduto. E' la democrazia che si reclama, perché è in un "regime mediatico" che stiamo vivendo. E' la giustizia che viene invocata, perché calpestata... Sono le dimissioni che si chiedono, perché sacrosante!!


No B. day, la manifestazione che tutti avremmo sognato! Sollevamento popolare dal basso, presa di coscienza che ha visto scendere in strada, contro ogni più rosea previsione, almeno un milione di persone di tutte le età, anche con cane al seguito!
Io, insieme ai miei amici, con quel cartello raffigurante Giovanni e Paolo, mi sentivo una goccia in un mare sterminato, di cui non riuscivo a vedere l'inizio e la fine.
Già in metro il viola era il colore dominante, ma salendo le scale in Piazza della Repubblica si apriva ai miei occhi uno scenario inaspettato: suoni, colori, musica ed una piazza colma... e non era che l'antipasto!
Ci sono volute tre ore (!!!) per raggiungere Piazza San Giovanni. Le vie di Roma sembravano improvvisamente piccole, si camminava a passo di lumaca e nel mentre si poteva osservare tutta la fantasia del popolo viola, che pur di esporre il colore era pronto a qualsiasi bizzarria, anche attaccarsi un assorbente sul petto!!
"Ma-fio-so!!" scandiva la gente, ma questo ed altri slogan non erano compatti. Nella vastità i cori si mischiavano con quelli di un gruppo che precedeva o seguiva... solo la piazza avrebbe potuto offrire un'azione di concerto. Nel mentre, l'imponente serpentone umano era più vicino ad un allegro carnevale dove ogni gruppo si esprimeva a proprio modo nello spirito della manifestazione.
Sgradite e fuori contesto, erano invece le bandiere politiche che i partiti hanno voluto ugualmente far sfilare nonostante le direttive. Mentre scendeva in campo la nazionale viola, alcuni hanno pensato bene di sottolineare massicciamente la loro provenienza di club, imponendo, seppur nelle retrovie, i loro colori che avevano lo stesso impatto cromatico di un cazzotto in un occhio. Qualcuno, con alcuni slogan o atteggiamenti di partito sembrava non aver capito lo spirito viola, fino a sembrare un corpo estraneo proveniente da un passato che non trova più riscontro nella odierna lettura della realtà. Poteva essere lo spezzone di un corteo di venti o trent'anni fa, credibile venti o trent'anni fa... ma anche lui è finito presto inghiottito dal mare viola: il nuovo che avanza.
L'arrivo in Piazza San Giovanni sembrava, alle 17.00, compromesso. In contatto telefonico con la piazza mi dicevano che sin dalle 16.00 era colma e noi eravamo semi bloccati nel mezzo di una straripante Via Merulana... saremmo mai arrivati??
Eravamo partiti con il sole, ormai era buio... e dalle finestre della via alcune persone ci rallegravano e incitavano con un megafono, esponendo quanto di viola avessero, noi rispondevamo con un sincero applauso!
Ore 17.30, finalmente vediamo la piazza, ci facciamo largo infilandoci come anguille tra la gente, ci disgreghiamo, ma infine ci stabilizziamo sotto il cartello-guida proprio mentre parla Salvatore Borsellino.



E' lui ed il suo movimento ad incarnare meglio il mare viola... ed è acclamazione al suo consueto grido: RESISTENZA!!!
Anche l'Italia dei Valori - bandiere a parte!- appare come il partito in grado di raccogliere il testimone che il popolo viola ha portato in piazza.

La gente continuava ad affluire: noi in piazza eravamo a tratti lambiti dalle correnti di persone che tagliavano la folla come quelle fredde o calde percorrono gli oceani. Il numero di persone è indefinibile ma da capogiro: Via Emanuele Filiberto pedonale come Via Appia fino a Piazza Re di Roma è percorsa da un tappeto di gente...
Del PD appare solo una bandiera isolata: "ma non si vergogna ad esporla?" il commento spontaneo di uno dei "viola".
Alcuni dei rappresentanti del Partito Democratico si aggirano come anime vacanti tra la folla, tanto per poter dire di esserci, non si sa mai! Ma non ci sono ufficialmente perché: "Si doveva mettersi in coda o imbucarsi? Dovevamo metterci il cappello e aderire a tutto quel che viene detto o mandare una delegazione come in Cecoslovacchia negli anni Cinquanta?" No... dovevate solo dimostrare per una volta di essere un'opposizione, o almeno recitare, fare meglio finta di esserlo per il popolo coglione, lo stesso che era al Circo Massimo (ero presente).
Il popolo viola ha mangiato la foglia, è stanco di esser preso per il culo e vuole fuori dalle palle Berlusconi e i suoi compari... non ci sarà altra prova d'appello per chi appoggia la dittatura!
Sul palco i giovani organizzatori parlano... e finalmente all'unisono "chi non salta Berlusconi è!!!"



La manifestazione (riprendo dal mio precedente articolo) e' stata uno schiaffo ai media che ci hanno addormentato, uno schiaffo a questa politica che ha servito se stessa e nessun altro, una sberla a Berlusconi e al Berlusconismo, un rovescio al PD che non ha saputo far nulla per il paese se non ingannarlo.
Ma il giorno dopo, la manifestazione si dimostra soprattutto una presa di coscienza dei partecipanti e dei molti di più che avrebbero voluto esserci e non hanno potuto.
I media, controllati, non hanno passato quanto accaduto, attribuendo falsamente la manifestazione a Di Pietro.
Il giorno dopo si prende atto che non bastano un milione di persone in piazza, non bastano i pentiti a svelare rapporti con la mafia, non bastano le confessioni delle escort, non basta sapere di corruzioni per far cadere questo regime... In una democrazia sarebbe caduto Gesu' Cristo dalla croce, ma non questo dittatore, perché la democrazia è da tempo una realtà che non ci appartiene...
C'è ancora tanto da lavorare per il popolo viola. Ancora tante persone devono aprire gli occhi!

"Chi sono quei due signori mamma? Sono due persone che sono state uccise perché hanno lavorato per la giustizia..."E chi è stato ad ucciderle? Forse proprio Berlusconi piccola mia..."



martedì 24 novembre 2009

Il virus viola (verso il NO B DAY)


Mi piace quello che vedo: questo viola simbolo di tutti e di nessun partito, l'entusiasmo contagioso di questo colore che si propaga come un virus, l'adesione delle agende rosse di Salvatore Borsellino, Di Pietro, Ferrero, Grillo e molti altri: cittadini tra i cittadini.
Mi piace quello che ascolto: media che finalmente parlano in un'attesa crescente, il tremore del governo che non sa come gestire la cosa, mentre in sottofondo inneres auge ci racconta la ribellione popolare e la ripresa di valori abbandonati.
Mi piace quello che sento: L'imbarazzo del Partito Democratico che si arrampica sugli specchi con una patetica contro-manifestazione dai toni bassi, tanto per non disturbare il compare e giustificare la propria esistenza in vita.
Il 5 dicembre avrà luogo il No Berlusconi Day, la manifestazione nata dal basso, dal popolo, da internet, dai blogger... da un pugno di ragazzi under 30 che hanno creato (era il 9 ottobre) il gruppo su facebook per il quale non avrebbero mai immaginato tanta adesione.
In ottobre ho aderito senza la minima convinzione che vi fosse un seguito. Sottovalutavo la voglia dei miei concittadini di prendere in mano le redini della propria vita... soprattutto sottovalutavo l'opposizione fatta da persone esasperate dall'assurdo quotidiano di questo paese, gente che non vede far nulla da chi dovrebbe e prende l'iniziativa, vuole scendere in piazza!!
La manifestazione è figlia di altre preparatorie che hanno risvegliato la partecipazione attiva di ogni persona, singolarmente protagonista e partecipe della vita sociale, ma è soprattutto figlia dell'informazione tam tam del web: l'evento è per certi versi storico.
E' uno schiaffo ai media che ci hanno addormentato, uno schiaffo a questa politica che ha servito se stessa e nessun altro, una sberla a Berlusconi e al Berlusconismo, un rovescio al PD che non ha saputo far nulla per il paese se non ingannarlo.
Non aderirà Il PD... e del resto come avrebbe potuto? Sarebbero stati subissati di fischi, anche dei molti che hanno creduto in lui e da lui sono stati venduti. Ci saranno i suoi sostenitori, sempre più dubbiosi, sempre più perplessi, sempre più confusi e senza argomenti se non di quelli fragili che si utilizzano come scusanti, di solito per difendere la propria squadra del cuore. Ma questo non è un gioco...
Le motivazioni per partecipare sono innumerevoli, un plauso all'Italia dei Valori che ne ha sapute sintetizzare solo 10:



Io ci sarò il 5 dicembre a Piazza della Repubblica, mi aspetto di trovare anche te al mio fianco... ma se proprio non potrai esserci fisicamente, allora rendi almeno questa vita un pò più viola...

Io ci sarò... e tu??

ILTESTO DELL'APPELLO

A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto "Fair Play" di alcuni settori dell'opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera che definisce la nostra "una dittatura"- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell'ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello Dell'Utri.

Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica dalle accuse che gli vengono rivolte.

COMITATO 'NO BERLUSCONI DAY'

Vedi l'appello:


domenica 8 novembre 2009

Ipocrisia cristiana. Ipocrisia nelle scuole

Questo non è un post per affetti da bigottismo, e non mi scuso per quanti possano ritenersi offesi da quanto esposto. Il titolo, esemplificativo dei contenuti che seguono, offre la scelta di non andare oltre nella lettura.

Forse non tutti sanno chi sia Yehoshua ben Yosef, un ebreo vissuto molti anni fa, un profeta che percorse la terra d'Israele predicando agli ebrei l'imminente fine del mondo e con essa il giudizio finale.
Il grande critico letterario Harold Bloom scrive: "Yehoshua, Gesù Cristo e Yahvè sono tre personaggi totalmenti incompatibili" eppure sono la stessa persona...
Quello che noi conosciamo più comunemente come Gesù, quello che vediamo su quella croce nelle iconografie e affisso sulle pareti dei luoghi pubblici del nostro paese, è la rappresentazione di un uomo frutto della manipolazione di duemila anni, una persona di cui in realtà sappiamo poco o nulla, e sulla quale ci si dovrebbe documentare inserendola in una prospettiva storica, prima di avventurarsi in una qualsivoglia disquisizione di quel che avrebbe detto, fatto o di come avrebbe agito ai nostri tempi.
La religione è a mio parere una questione umana, in quanto tale limitata e per nulla divina: la Chiesa e le altre istituzioni di culto, inesorabilmente, hanno i giorni contati.
Ma i giorni contati ce l'ha ancor prima quell'anacronistico crocifisso sui muri scolastici, imposto nell'arredo dal ventennio fascista. Anacronistico per la laicità del nostro Stato che, Costituzione alla mano, con l'articolo 3 recita:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
C'è poco da discutere, la Corte Europea dei diritti dell’uomo, accogliendo favorevolmente la richiesta di danno morale per la presenza del crocifisso nelle aule di due bimbi, come richiesto dalla loro famiglia, in quanto ledeva il diritto di crescere gli stessi con il principio di laicità (vedi sentenza), ha fatto giustizia e ha portato civiltà in un paese ostaggio dell'ipocrisia cristiana sia nella figura dei suoi rappresentanti di spicco che in molti suoi seguaci, persone che, in larga maggioranza, conducono incoerentemente uno stile di vita alquanto distante dai valori predicati. La Chiesa, complici le autorità politiche italiane di ogni tempo, non solo ha sinora imposto il suo simbolo religioso a dispetto di cittadini con un pensiero diverso, ma condiziona tuttora pesantemente anche il programma e la scelta del professore di religione, che lungi dall'essere il professore della "storia di tutte le religioni", tratta in sostanza di quella cristiana... l'alunno che non vuole seguire per motivi ideologici può saltare queste ore di lezione intrattenendosi in altre attività didattiche!!
In attesa di veder cambiato anche quest'aspetto increscioso dell'ambiente scolastico, di chiacchiere ipocrite (e idiote) se ne sono invece sentite molte riguardo alla questione crocifisso, a partire dagli esponenti politici (non ci si sorprende affatto) e di quanti queste persone le hanno seguite a pappagallo. Incredibili anche quanti hanno considerato la sentenza europea come un attacco all'italianità. Emblematico un gruppo facebook che recita:
Non volete il crocifisso nelle scuole ecc.? Allora andate via dall'Italia!!
Domanda: io sono italiano e non sono favorevole al crocifisso nei luoghi pubblici: devo andare via dall'Italia??

Fotografa molto meglio la realtà invece, sempre in facebook, la seguente frase correlata da immagine:


Come mai bestemmi come un turco ma da oggi sei un paladino del crocifisso in classe?




Le persone, addomesticate a dovere sin dalla più tenera età, non sono abituate a pensare: se ne è data ancora una volta prova con il moltiplicarsi dei belati italici sulla questione.
Il più alto livello di contrapposizione alla sentenza è stato del seguente tenore: "ma è sempre stato lì, è una tradizione..." (un simbolo religioso una tradizione?? n.d.s.) - " ma non dà fastidio a nessuno, i bambini nemmeno se ne accorgono"(!! n.d.s.) sottovalutando, tra l'altro, anche l'aspetto subliminale della questione oltre che ignorando, nel contesto, l'oggettiva ingiustizia.
E' stato sorprendente constatare il nostro grado di condizionamento di fronte a certe tematiche. E' stato altresì preoccupante osservare come, in un riflesso senza controllo, molte persone si sono scagliate alla difesa di un crocifisso nelle aule confondendo il tutto come un attacco alla religione, senza contare che la sua rimozione significa rispettare i principi di uguaglianza e di tutela delle minoranze cari proprio ai valori cristiani.
Per quant
o ne sappiate, di valori cristiani e di Gesù, egli avrebbe approvato il comportamento di questa Chiesa, di questi politici, della nostra società? Secondo voi avrebbe voluto essere oggetto di culto? Avrebbe voluto essere appeso ad una parete?
Prima di rispondere vi consiglio la lettura di due libri di Corrado Augias: Inchiesta su Gesù. Chi era l'uomo che ha cambiato il mondo e Inchiesta sul cristianesimo. Come si costruisce una religione. Si tratta di libri-intervista ad eminenti biblisti.
Io li ho letti, e azzardo delle risposte: se potesse tornare tra noi, quest'uomo, si meraviglierebbe innanzi tutto del fatto che il giudizio finale non sia ancora arrivato, poi, potendo, prenderebbe a calci in culo la nostra società, Chiesa in testa... ma molto probabilmente non gli sarebbe consentito... disconosciuto, paradossalmente sarebbe rispedito in qualità di clandestino al suo paese con una pedata da parte dell' "unto del Signore"!...



P.S.: non mi meraviglio se tra qualche decina di anni si apriranno delle chiese al credo di Osho, filosofo e leader carismatico, maestro spirituale indiano tra i più influenti del ventesimo secolo... i piccoli uomini hanno bisogno di questo e invece di cercare di porsi alla pari, cercando un confronto, attaccheranno la sua effige alle pareti.

P.S.2: Per una volta sono in disaccordo nello specifico con Travaglio, il quale infatti ha detto "per me il crocifisso può anche rimanere", stesso dicasi per Di Pietro "che male c'è ad averlo lì?"

P.S.3: il fatto che critichi l'operato della Chiesa e di molti (pseudo) cristiani non significa che non condivida alcuni dei valori cristiani stessi. Condivido altresì gran parte della filosofia di Osho e parte dei pensieri di molte altre religioni, senza aderire ad alcuna.

P.S.4: Per quanti non hanno seguito il consiglio in apertura e si sono offesi, guardate questo simpaticissimo video dal titolo "la settimana del crocifisso"... servirà certamente a stemperare gli animi:







sabato 7 novembre 2009

Cyberstalking al microscopio



Stalking = molestie ed atti persecutori nei confronti di una o più persone. Cyberstalking= stessa cosa, ma avviene nel web (da qui l'aggiunta cyber).
Sinteticamente sono queste le definizioni, così abbiamo delle coordinate su quel che andiamo trattando.

L'anonimato in internet è una pratica assai diffusa, addirittura consigliata quando si vuole proteggere la propria persona, ma proteggere da cosa? e da chi?
Il web non è altro che una realtà parallela nella quale si riproduce la stessa varietà di meccanismi che regolano i rapporti all'interno di un gruppo sociale più o meno vasto, dunque in esso si può trovare ogni sorta di individuo: chi ritiene che possa trattarsi di un mondo più selezionato solo perché ci si avvale dello strumento privilegiato della scrittura, commette un errore d'ingenuità.
La non identificabilità è un arma di difesa, ma anche di offesa. Nella nostra società, ne è un esempio il comportamento negli stadi, l'anonimato e il fare gruppo favoriscono l'emergere degli istinti più bassi di una persona: allo stesso modo nell'interazione in rete, alcuni soggetti, forti dell'anonimato, possono essere favoriti nell'assumere comportamenti persecutori e molesti nei confronti di altri per i più disparati motivi, ad esempio per morbosità sessuale, oppure per motivi di discordanza ideologica ecc...
In genere il cyberstalking è sottovalutato rispetto allo stesso reato del mondo reale, che può degenerare anche nell'aggressione fisica... ma chi lo ha detto che non può esserci il medesimo epilogo partendo da internet?? E a quali danni può essere esposta una vittima in rete??
Un'internauta può essere costretto all'impossibilità di esercitare un normale scambio di relazioni con gli altri utenti di un blog, di un network o di una chat comune, a causa dell'incursione dello stalker (molestatore) che può perseguitare con commenti violenti o diffamatori la vittima, e seguirla in ogni suo peregrinare in rete. Il comportamento lesivo, da parte di una o più persone (branco), può indurre nel tempo la vittima all'esasperazione e alla decisione di abbandonare il web, nel peggiore dei casi questa viene rintracciata nel mondo reale dove, con altri mezzi, continuano le persecuzioni, che possono anche risolversi in aggressioni fisiche: ma non è necessario arrivare a tanto per produrre serie conseguenze ad una persona.
Fin qui la descrizione del fenomeno, ma ora voglio riportarvi un esempio pratico che vi darà modo di osservare direttamente un gruppo di dementi anonimi (ma l'anonimato in internet è un concetto abbastanza relativo) intenti nella demolizione di un ristretto numero di persone. Li potrete osservare come si osservano dei microbi al microscopio, ne potrete apprezzare l'immoralità, la pochezza, la vigliaccheria e la cattiveria anche laddove si accaniscono contro una persona che nella vita è stata vittima di una grave malattia (e anche su questa viene presa in giro). I moventi di questo gruppo di stalkers, in questo caso, sono dovuti a divergenze ideologico/politiche con, alle spalle, una lotta per il controllo di un network (o alla distruzione dello stesso??), ma ovviamente nulla può giustificare un reato.
Questi personaggi, oltre a commettere gli atti tipici sopra descritti, sono arrivati alla creazione di un blog (in gergo chiamato blog fake) finalizzato all'attacco di un pugno di vittime, una delle quali, dopo due anni di molestie, è arrivata a prendere in seria considerazione la possibilità di chiudere il proprio blog.
Vi lascio all'esamina di questo sito realizzato da un manipolo di cyberstalkers, scarto della nostra società virtuale e reale... buona visione:


Con l'obiettivo di punire coloro che, attraverso la rete, compiono atti persecutori, l’art. 612-bis fa riferimento alla reclusione per chi “con condotta reiterante minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura, ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero a costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.”

mercoledì 4 novembre 2009

Calcio e fantacalcio: ma a voi non vi capisco!

Diversi anni fa ero tesserato in curva a seguire la mia squadra del cuore. Lo sono stato per tre anni, un ragazzo come tanti, non di quelli agitati, che seguiva le vicende della squadra della sua città. Leggevo anche i quotidiani sportivi e seguivo il calcio in tv, questo sin da piccolo.
Il tempo passa, gli interessi cambiano e con essi la prospettiva delle cose. Se oggi mi chiedi: il calcio? Mi sembra uno di quegli spettacoli buttati lì in pasto alla folla per riempirgli la testa di qualcosa, per distrarli da questioni sociali che riguardano la vita di ognuno di noi.
Sarà anche un passatempo, ma oggi giorno ho altre urgenze: se devo leggere un giornale mi compro il Fatto Quotidiano, se devo vedere qualcosa in tv vedo annozero, se devo spendere i miei soldi preferisco un concerto di Guccini o andarmi a vedere una mostra di Caravaggio, se devo partecipare a qualcosa preferisco una manifestazione che parla dei miei valori e li difenda.
Sono io ad essere cambiato, o forse il clima intorno a me si è fatto pesante. Mi sembra sempre più un lusso seguire il pallone che rotola in un momento storico dove stiamo andando a rotoli.
Mi chiedo se vale la pena buttare energie nel seguire uno sport di persone strapagate quando abbiamo un'urgenza occupazione, se è opportuno scendere in piazza per la vittoria di un mondiale (come anche io ho fatto) per poi constatare che, al dunque, non si scende in piazza per un paese che sta perdendo la sua democrazia.
Non credo qui si tratti di una questione mia, penso realmente che ci sia qualcosa che non va in noi, o almeno io non vi capisco, a voi che sapete la vita privata di un campione, il suo referto medico, cosa mangia la mattina, ma non sapete cosa vi accade sotto il naso. Non vi capisco quando insorgete per la vendita di un giocatore o gioite per un acquisto, quando non siete capaci di difendere i vostri diritti.
Eppure sono stato uno di voi...

Della nostra cultura italica, pregna del dio pallone, oggi mi sono rimaste delle cose in cui il calcio fa solo da sfondo, ma a cui davanti ho posto altri valori: c'è un gioco che accompagna me ed altri sette matti sin dal 1991. Non so se il nostro è il fantacalcio più longevo, ma senz'altro è quello con maggiore fantasia e personalizzazione, tanto da averlo ribattezzato "fantacalcio virtuale", avendolo avvicinato quanto più possibile alle dinamiche reali. Ho preso questo non solo come un gioco, ma come un'occasione per sperimentare dinamiche sociali e di democrazia in una micro società di otto individui.
C'è il calciotto che pratico da un tempo indefinito con un gruppo di persone che muta sensibilmente negli anni, ma non nel suo nucleo storico. Così come c'è un altro gruppo di bravi ragazzi che autoironicamente si sono soprannominati "i mozzarellari" nel loro sito, con i quali gioco a calcetto. Queste ultime attività sono, per me goloso di natura, anche un'occasione per fare sport e tenermi in forma, ma soprattutto tutto questo è anche la scusa per mantenere delle belle e storiche amicizie...
Il calcio dunque, per me è divenuto solo lo sfondo, la scusante per altro. Ma a voi, a voi non vi capisco!
Eppure sono stato uno di voi...

domenica 25 ottobre 2009

Il mio blog: in abiura di me

Un blog: perché? Non l'ho cercato... oppure sì, l'aspettavo ed è arrivato. La prima cosa che mi è venuta in mente di scrivere è stata: "In Italia l'informazione è imbavagliata, facciamocela da noi!"... un'esigenza sociale figlia del mio tempo.
Inviavo mail ai miei amici su tematiche politiche e sociali quando questo blog si è imbattuto in me... ma ancora non sapevo cosa avremmo fatto insieme.
In un altro momento sarebbe stato un contenitore di poesia, in un altro non sarebbe stato affatto, ma non siamo mai la persona del giorno prima e bisogna allontanarsi dal nostro tempo e dallo spazio per capire il senso del proprio cammino e di quello della società che ci circonda, e da lontano siamo buffi: puntini che si affannano in problemi piccoli, come lo siamo noi... Ti riavvicini e più che persone vedi burattini inconsapevoli, intenti a giocare al superenalotto o a seguire l'ultima fiction o reality. Ma non appena tornati da questa prospettiva, riprendendo contatto con se stessi, è chiaro come la nostra presenza sia in interazione con le altre, e la passività significa affidare ad un'oligarchia il nostro destino: è con queste consapevolezze che ho intrapreso a scrivere qui.
Mi hanno sempre fatto tristezza quelle persone che le vedi oggi e sono come dieci anni prima: dov'è stata l'evoluzione? E il blog è anche un motivo di crescita personale, di confronto con gli altri e con se stesso: trovo interessante l'idea di guardare un mio scritto di alcuni anni prima e constatare quante sciocchezze sono stato capace di buttare giù... Quanta ingenuità! Dirò di me.
Alcuni, leggendomi, mi hanno indicato con un futuro politico (che mi è anche stato proposto), ma non sono mai riuscito a dire "io sono di questo preciso colore", perché mi sentirei soffocare il minuto dopo e lo riterrei un insulto all'intelligenza: la fine di una persona è nel momento in cui si inquadra in un sistema, perché ci si identifica fino a dimenticarsi di sé... finisce così per difendere delle ideologie per "partito preso", fossilizzandosi su di una posizione.
Le ideologie sono qualcosa di affascinante, da studiare in quanto frutto dell'elaborazione umana precedente o contemporanea... ma non possono farti prigioniero: devono essere rielaborate per una tua verità, la quale è a sua volta instabile e fallace quanto quei pensieri... perché è dinamica alla luce del tuo vissuto. Questo porto qui dentro: una mia verità del momento.
No, prendere un contenitore a scatola chiusa, annessi e connessi, non fa per me... sia esso religioso o politico, ci sarebbe comunque una parte che non mi rappresenterebbe ed io voglio avere la libertà di poterlo criticare...
Fare un blog per me non è un "copia e incolla" né un diario, ma mettere dentro qualcosa di personale, un'opinione o una testimonianza al limite del giornalismo, e mentre lo fai pensare che può essere utile a qualcuno oltre che a te stesso. E' anzi farlo prima per te stesso e farlo bene, anche se non verrai mai letto... questo con il rispetto di chi lo vive in altro modo.
Il mio obiettivo con il mio blog è fare un cammino, e "poter passare ad un livello successivo, e quindi dare vita a ciò che scrivo... fino all'abiura di me. E non mi interessa che tu condivida il mio pensiero", non cerco consenso. E al mio detrattore, che si contrappone senza una critica costruttiva o senza una logica dico che "al limite può farmi una..." ma forse è meglio far partire il filmato:



Voglio ringraziare l'amico Capa per avere realizzato il video per questo post ;-)

P.S.: nella vita di tutti i giorni la mia moto è meno tecnologica e guido in maniera meno spericolata.



lunedì 5 ottobre 2009

La favola del PD: Il grande bluff

Vi racconto una fiaba, e per quanto ad alcuni possa non piacere è la mia.
C'era una volta un partito fantoccio, corrotto, complice di giochi di potere, perché i suoi rappresentanti quello bramavano. Un partito che ingannava i suoi elettori fingendo di rappresentare i loro valori e la loro voglia di opposizione, e ingannava i suoi stessi piani bassi che in buona fede si adoperavano per una causa persa. C'era una volta uno schieramento politico senza il quale quello opposto non avrebbe potuto fare il buono e cattivo tempo... c'era una volta il PD.
"Creiamo un bipolarismo, ci dividiamo le poltrone: governiamo in alternanza, come capita, ma le torte ce le spartiamo sempre noi... senza pistarci i piedi" "bisogna mettere fuori causa gli altri partiti..." "non ti preoccupare, basta che non ci toccate i centri mediatici, mettiamo su la campagna giusta, l'italiano si beve tutto quello che si afferma in televisione!" "va bene..." "la parola chiave è bipolarismo, abbiamo troppi partiti in Italia..." "la tv garantirà la messa in opera e il mantenimento."
Questo era il resoconto di un dialogo mai sentito, ma verosimile. I piani alti dell'attuale PD, già Ulivo, già Margherita e DS, hanno fatto un preciso accordo con Berlusconi. Un patto di non bellingeranza che prevedeva di non toccare un clamoroso conflitto d'interessi, pattuito già dal 1994: ce lo rivela candidamente Violante (PD) nel 2003.



I fatti hanno confermato che i patti, nel tempo, sono stati rispettati.
Hanno cambiato nome al partito e segretario, buttato fumo negli occhi agli ingenui italiani che pensavano a questa forza politica come all'opposizione, mentre questa si preoccupava solo di mantenere il suo ruolo accentratore di un serbatoio di elettori.
Con Veltroni si mette in scena un patetico dialogo(!!) con l'attuale governo, funzionale a creare una differenza d'azione con gli altri partiti che vengono così isolati. La mannaia mediatica, con l'aiuto del "principale rappresentante dello schieramento avversario", si poteva calare sulla sana opposizione: demonizzata, ridicolizzata, resa inoffensiva fino a far imboccare l'elettorato al "voto utile". Il piano di Propaganda due (P2) di Licio Gelli, veniva concretizzato da un appartenente alla lista (Silvio Berlusconi - tessera 1816). Il programma andava anche oltre le più rosee aspettative e là dove prevedeva due schieramenti contrapposti a gestire il paese, si è trovato nel PD il complice perfetto, garante di un sistema che i soli media non potevano sostenere a lungo. Seconda tappa verso il bipolarismo lo sbarramento al 4% alle europee.
Proprio alle europee spetta a Franceschini fare il Di Pietro per due settimane, cercando di tamponare l'emorragia di voti di una finta opposizione.
Mai presenti a manifestazioni a tutela dei magistrati contro la mafia (ma va?), ma presenti alla propria al Circo Massimo, mai tirando però in ballo il conflitto d'interessi (toh!) e con L'IDV (con Di Pietro in persona) in fondo a farsi in quattro per il referendum contro il Lodo Alfano che il PD non ha mai sostenuto (non mi dire!). I ragazzi IDV raccoglievano le firme spiegando di cosa si trattasse "no, perché sai, a questi del PD bisogna spiegargli tutto..."(!!).
Gli interessi bipartisan di questi due schieramenti sono stati presto denunciati e messi in evidenza da giornalisti come Travaglio, il quale ha più volte fatto presente come Berlusconi sia stato rimesso in pista proprio da questa presunta opposizione, della quale dice: "o sono dei coglioni o sono dei venduti"... la seconda ovviamente.



Capisco che un grande partito possa contenere mele marce, ma De Magistris (prontamente e illecitamente fermato), con la sua inchiesta Why Not era su di una pista che vedeva entrambe le fazioni pesantemente coinvolte (si diceva fosse un'inchiesta più grande di mani pulite), ed entrambe infatti si sono schierate contro di lui.
Anche la satira non ha mancato di cogliere il sodalizio: ne è un esempio Corrado Guzzanti.



Si dice che tre indizi fanno una prova, qui ne abbiamo a carrettate: qualcuno ricorda il famoso pizzino di La Torre (PD) a Bocchino (PDL) per dare contro all'alleato(!) Donadi (IDV)? Storia di questi giorni lo squallido aiuto del PD nel passaggio dello scudo fiscale: ma ufficialmente hanno la faccia, arrampicando affollati specchi, di affermare ai propri elettori che si schierano contro... In un momento di difficoltà del compare mafio-massonico come quello che lo ha visto giustamente soccombere nel Lodo Mondatori e Alfano, il PD, da alleato nemmeno tanto sotterraneo, si è guardato bene dal chiedere le dimissioni di Berlusconi "che continui a fare il suo lavoro"(!!).
La farsa dell'improbabile opposizione, del partito che fa da tappo ad una vera opposizione e protegge le spalle al potente, continua. Mi dispiace per quanti ci sono caduti e quanti speravano in un'alleanza allargata capitanata da questo partito.... E il Presidente della Repubblica? In questa storia vittima o marionetta del gatto e la volpe? Lui dichiara: "io sono dalla parte della costituzione"... (e giù risate).
Ma non vi spaventate: è solo una favola no? E non vi ho detto all'inizio che fosse bella. Non ho cuore però di lasciarvi senza un lieto fine:
Il sistema bipolare che aveva messo sotto regime (mediatico) il paese aveva delle falle: IDV, Il Movimento a Cinque Stelle, il Movimento delle agende rosse e una manciata di partiti di sinistra (??)... mentre l'UDC (come il PD) altro non era che una costola del PDL e quanto ai verdi razzisti di padania... beh, lasciamo stare.
Un giorno gli elettori, uno ad uno inesorabilmente mangiarono la foglia e grazie all'informazione cominciarono a seguire la corrente di una vera opposizione, di una Resistenza che attingeva le sue radici nei valori di persone come Falcone e Borsellino.

Questi partititi rovesciarono i valori in campo e il PD non ebbe più la maggioranza della cosiddetta sinistra (se ha un senso parlare di destra e sinistra). Con una vera, energica, campagna oppositiva non fu difficile smascherare i palesi altarini del governo, che cadde... lasciando il posto a "quel fresco profumo di libertà" da aspirare a pieni polmoni.
E vissero tutti in una vera democrazia, più liberi e contenti...


P.S.: Non potevo non aggiungere questo video illuminante a questo post:

sabato 26 settembre 2009

Il grande popolo delle agende rosse: Resistenza e j'accuse


Avrei voluto farvelo vedere quell'uomo sorretto dalle persone, colto da lieve malore dopo aver gridato tre volte "Resistere!!!". Avrei voluto ci foste perché vedeste un uomo ubriaco di felicità divincolarsi da chi lo sosteneva, saltare giù dal palco, per poi camminare carponi sotto uno striscione e venire a stringere le mani a chi poteva (la mia, tra le altre). Quell'uomo è Salvatore Borsellino ("se potessi vi abbraccerei tutti, uno per uno!") il capo spirituale di un popolo, quello delle agende rosse, che è nato dal brillare di quella bomba in Via D'Amelio: perché i valori dei grandi uomini sopravvivono e si instillano tra un battito e l'altro di migliaia di cuori.
Nel tragitto della manifestazione c'era anche lui, Paolo Borsellino, che camminava tra gli altri. A guardare bene potevi scorgere Giovanni Falcone e Peppino Impastato, presente anche con dei suoi scritti e poesie su di un banco (talune bellissime). C'erano gli uomini della scorta e le altre vittime di mafia, in un indistinguibile corteo di uomini e donne in cui non si discerneva più tra la vita e la morte e che si è visto infine accogliere in una bellissima Piazza Navona.
E' la madre di tutte le manifestazioni, quella a cui non si può non partecipare, perché va al cuore di tutti i problemi italiani: la mafia e i suoi rapporti con Stato, massoneria e servizi segreti.
Avrei voluto sentiste quell'energia, l'emozione di vedere alzate migliaia di agende rosse, e udire lo slogan che più volte si è levato: "fuori-la mafia-dallo stato!!!".

La mafia è presente nelle nostre istituzioni: questo il chiaro messaggio gridato con decisione nell'arco di ogni emozionante intervento. Berlusconi, Dell'Utri, Mangano, i nomi ricorrenti nelle parole di Travaglio, Sonia Alfano, Beppe Grillo e Gioacchino Genchi, che parla ai "partigiani della nuova resistenza". Molto interessante anche il discorso di Carlo Vulpio.
C'è Antonio Di Pietro tra la folla, proprio alle mie spalle, che annuisce ai vari interventi che spiegano il passaggio della malavita nelle istituzioni. Lo stesso Di Pietro assisterà un ragazzo davanti a me colto da un lieve malore. Nel suo intervento porrà l'attenzione sull'imminente pericolo dello scudo fiscale.
Luigi De Magistris, riprende la dura critica nei confronti del Presidente della Repubblica il quale invita i parlamentari europei a non disturbare il clima del nostro paese e a non coinvolgere nelle nostre magagne gli altri stati (i panni sporchi vanno lavati in famiglia!!), "e di cosa dobbiamo parlare in Europa, di asparagi??".
Napolitano, invitato personalmente da Sonia Alfano, rifiuta la presenza alla giornata perché "io non partecipo a simili manifestazioni" (alcuni giornali la definiranno manifestazione politicizzata). La Alfano replicherà facendo un impietoso paragone con Sandro Pertini, aggiungendo: "si mette il tricolore sulle bare, ma che senso ha se poi le istituzioni non sono presenti a simili eventi?" "il suo posto questa sera era tra noi!".
S. Borsellino incalzerà poi: "se dovesse firmare il decreto sullo scudo fiscale non so se potrò più chiamarlo Presidente della nostra Repubblica!!".
Le assenze di questa giornata sono estremamente significative, ci raccontano molte cose: la manifestazione non aveva colori o indirizzi politici ed era aperta a tutti. Si chiedeva tutela e appoggio ai magistrati che stanno indagando sulle verità delle stragi, sui rapporti malavita-governo: dunque per quale motivo non si sono presentate altre forze politiche tranne l'Italia dei Valori ???
All'evidenza dei fatti questo segna il confine tra chi è o meno nella nuova resistenza, chi è dentro al grande popolo delle agende rosse, fatto di gente per bene di ogni partito quando l'appartenenza ad un partito diventa oggi anacronistica e insignificante di fronte ad un obiettivo comune: la libertà, la verità...
L'assenza poi delle persone comuni, di chi, trovandosi a Roma, avrebbe potuto partecipare, e consapevolmente non lo ha fatto, pone il confine tra chi è capace di lamentarsi e non si muove perchè "tanto poi ci andranno gli altri, ci penseranno gli altri..." e il popolo delle agente rosse, fatto di persone di diversa consapevolezza e spessore morale. Dure, in proposito, le parole di S. Borsellino e Sonia Alfano, che nel pubblicizzare la manifestazione dice: "smettetela di continuare a stare dietro una tastiera, a proclamare nei vostri stati che siete pronti a cambiare questo paese se poi, quando vi chiamiamo a scendere in piazza, avete tutti una scusa pronta. Qui c'è da cambiare un modo di pensare e non possono farlo gli altri per voi" "...se non fate questo smettetela di alzarvi e battere le mani ai nomi di Falcone e Borsellino, perché non siete neanche degni di portare dentro un ricordo del genere..."
Non sono soddisfatto del numero di persone che si è presentato: Piazza Navona avrebbe dovuto strabordare di gente. C'è rabbia e compassione per le assenze, per un'Italia piccola piccola... Se non fosse per quell'uomo che ci grida "Resistere!" e per quel tappeto di agende rosse penserei amaramente che l'unica possibilità per veder cambiare questa nazione ci sia data solo dall'arrivo del tanto atteso 21 dicembre 2012.


Gli uomini guardano il cielo
e si stupiscono,
guardano la terra
e si muovono a pietà,
ma, stranamente,
non si accorgono di loro stessi.
(Peppino Impastato)




P.S. 1: Questo articolo non lo ha scritto solo il blogger PUNTOdiVISTA... ma Stefano, del popolo delle agende rosse, partigiano della nuova resistenza.

P. S. 2: La poesia è stata tratta da: G. Orlando - S. Vitale (a cura di), Amore Non Ne Avremo. Poesie e Immagini di Peppino Impastato, Navarra Editore, 2008

sabato 12 settembre 2009

Manifestazione "agenda rossa": il dovere di esserci!

Questo vuole essere uno spot e un contributo al tam tam per diffondere la notizia di un appuntamento di grande, significativa, importanza.


Roma, 26 settembre 2009 - Da Piazza Bocca della Verità a Piazza Navona: questo il palcoscenico per quella che sarà la continuazione ideale della marcia delle agende rosse svoltasi in luglio a Palermo.
Si vuole dare sostegno e non lasciare soli i magistrati ( Sergio Lari, Antonio Ingroia, Nino Di Matteo) che stanno indagando per cercare la verità sulle stragi di Falcone e Borsellino... quella verità che certi squallidi personaggi vogliono occultare, così come è stata occultata quell'agenda rossa di Paolo Borsellino contenente diversi preziosi appunti sui rapporti malavita-politica.
Interverranno tra gli altri: Sonia Alfano, De Magistris, Gioacchino Genchi, Marco Travaglio, Antonio Di Pietro e chi sentirà la necessità di far vedere il suo volto per una causa che ci riguarda tutti. Sappiamo già chi non vedremo a questo appuntamento...
Troppe volte ho sentito persone lamentarsi per un paese che sta andando alla deriva. Troppe volte alle parole non sono seguiti i fatti: magari troppo occupati a "giocare al gioco dei due schieramenti" che gli è stato messo in mano dai leader, troppo occupati a compiangersi o troppo pigri per alzarsi da una sedia. Voglio vedere blogger e cittadini mobilitarsi, passare voce, far vedere la faccia sul "campo", gridare un "basta!", urlare un "noi non ci stiamo e ci incazziamo!". Voglio vedere il massimo impegno nella possibilità di ogni persona che sia un minimo cosciente delle condizioni in cui versiamo e verso cosa stiamo andando. Voglio che ogni italiano con una coscienza si alzi e si presenti con un'agenda rossa in mano! Voglio vedere la nostra sete di verità senza bavagli. Voglio vedere la nostra RESISTENZA. Voglio fatti, e questa è una buona occasione per mostrarli!
Partecipare, per me, è un dovere... E' il nostro paese, sono nostri i figli che verranno nel mondo e nell'Italia che gli lasceremo.


MANIFESTAZIONE "AGENDA ROSSA" - 26 settembre 2009 - RADUNO A PARTIRE DALLE ORE 14 IN PIAZZA BOCCA DELLA VERITA', LA PARTENZA DEL CORTEO DELLE "AGENDE ROSSE" DA QUESTA PIAZZA ALLE ORE 15:30, LO SNODARSI DEL CORTEO LUNGO VIA PETROSELLI, VIA DEL TEATRO MARCELLO, IL COSTEGGIAMENTO DI PIAZZA VENEZIA, VIA SAN MARCO, VIA DELLE BOTTEGHE OSCURE, LARGO TORRE ARGENTINA, CORSO VITTORIO EMANUELE, PIAZZA SAN PANTALEO, ARRIVO IN PIAZZA NAVONA DOVE VERRA' MONTATO IL PALCO PER GLI INTERVENTI CHE SONO PREVISTI PER LE 17:30. LA CONCLUSIONE E' PREVISTA PER LE ORE 20 MA SARA' POSSIBILE UNO SFORAMENTO DELL'ORARIO INDICATO DATO CHE GLI INTERVENTI PREVISTI SONO NUMEROSI E SIGNIFICATIVI.

Io ci sarò... e tu??


clicca qui per il programma aggiornato.


martedì 8 settembre 2009

Estate 2009

Liberi i pensieri dalle pesanti, tristi, grevi pochezze dell'umano quotidiano
E' l'immagine a parlare, i luoghi, l'arte... la natura
Un mondo in sé perfetto, genuino, vero come non siamo
Non ha bisogno di nulla, spesso nemmeno della nostra presenza
Eppure siamo lì, inopportuni, di troppo, non inseriti nel contesto
Vogliamo essere il quadro anzichè la cornice... e lui ride di noi...


mercoledì 22 luglio 2009

In tutto e l'eternità

Penso che l'amore sia il veicolo per un percorso di crescita spirituale proprio di ogni uomo. L'amore, inteso in senso assoluto, è capace di mettere in contatto una persona con qualsiasi cosa la circondi, e oltre. Questo con l'amore, non con la religione, che l'amore lo utilizza per lo stesso fine ma imprigionando l'uomo in culti aventi logiche di potere come secondo fine. La spiritualità di una persona va invece coltivata come una pianta e nel corso del tempo porta i frutti di una visione delle cose e della vita che innalza questo animale chiamato uomo. Penso che non sia semplice amare e che siamo circondati dall'imitazione di questo sentimento, da persone che s'illudono di provarlo ma che miseramente sono ad uno stadio molto distante da quello che si può lontanamente chiamare amore. La nostra società odierna, con i suoi valori, del resto rispecchia questa diffusa incapacità.
Da molto tempo non scrivevo una poesia, quelle pubblicate sono un po datate. L'occasione è nata rispondendo ad uno "stato" su facebook che diceva: l'amore non si fa domande perché non ha bisogno di risposte. Così di getto ho scritto le prime quattro righe interpretando il concetto secondo la mia esperienza. Ma non era nata come poesia. Le altre righe sono venute in seguito, mentre ero in sella alla moto. Ed eccomi qui a condividerle.
Come ho detto sin dai primi versi scritti in questo blog, non pretendo che quelle pubblicate siano belle poesie, ma solo poesie.

In tutto e l’eternità

Un incondizionato stato che parte dalla propria interiorità (e non dalla mente)

per irradiarsi fuori, investendo tutto quello che incontra, inglobandolo a dismisura,

fino a colmare ogni angolo del materiale e immateriale,

fino a farti sentire, per un lungo istante, che tutto fa parte del tutto...

E pure tu, scintilla di ogni cosa, sei diluita e ti perdi dentro l’infinitesimo.

Posso ascoltare la crescita dell’ albero, il cammino del sasso, la voce della tartaruga,

e li amo… poiché siamo in loro, e loro e tutto quello intorno siamo noi…

E pure io, tornato a logiche terrene, non sono (né sarò mai) più lo stesso…

E pure io, piccolo essere figlio dei miei tempi, sono ovunque e l’eternità…

mercoledì 15 luglio 2009

Piazza Navona: imbavagliati contro il bavaglio

"Mi raccomando, pubblicate domani, magari poco dopo mezzanotte ma non prima..." Di Pietro lo stava dicendo al cameraman del suo blog, che aveva ripreso la sua intervista a Piazza Navona, tra un nugolo di ragazzi imbavagliati che gli facevano da cornice. Si è preoccupato di rispettare il giorno di silenzio. E il silenzio di protesta lo abbiamo rispettato tutti, o almeno tutti i blogger che hanno aderito a manifestare (prima assoluta per la "categoria") contro una delle ultime leggi porcheria di questa dittatura mediatica. Da tempo si sta trovando la strada giusta per imbrigliare la rete, ultimo avamposto del libero pensiero, "e ci riusciranno, nonostante anche questa protesta" ci dice il leader dell'Italia dei Valori, che incita comunque l'indomani a scrivere e a fare quadrato. Chiede resistenza, compattezza nei blogger e di impegnarci tutti ad un "atto di disobbedienza civile" come farà il suo partito e molti altri (ad es: Travaglio n.d.s.) "nonostante il regime fascista piduista italiano, vuole impedirlo." Non mi ha sorpreso la sua presenza... in difesa di costituzione, libertà e diritti è sempre in prima fila tra le persone. Dov'era il PD?? Non pervenuto, e nemmeno l'assenza di questo fin(i)to partito è una sorpresa. Presenti però Sinistra e Libertà e la lista civica nazionale Per il Bene Comune. Ma è Di Pietro a catalizzare le telecamere: "Giorgio (Napolitano n.d.s.) non firmare questa legge anti democrazia... e lo chiamo Giorgio non per mancanza di rispetto, ma perché vogliamo avere fiducia nella massima istituzione nella tutela della costituzione"... ma non ci crede nemmeno lui, e non è il solo... "ma attiveremo i neo eletti in Europa" (De Magistris e Sonia Alfano n.d.s.). Parla poi della (piena) compatibilità con il programma di Beppe Grillo.
Ma veniamo al sit-in: non c'era il numero di persone che mi sarei immaginato... forse la piazza dispersiva o forse sono le aspettative ad essere troppo grandi per un paese troppo piccolo. Il "luminare della rete" professor Derrick de Kerckhove dice in proposito nel suo intervento: "mi dispiace di vedervi non in gran numero". C'è Sky Tg 24 . Alcuni giornali internazionali hanno dato rilievo alla manifestazione (es: El Mundo) e quelli nazionali... l'Unità, il blog del futuro Fatto Quotidiano, poi il vuoto. Si arriva finalmente comunque all'attesa protesta con tanto di bavaglio distribuito ed indossato per alcuni minuti a favore di camera... e finisce qui, tra ringraziamenti e brindisi.
La missione è compiuta, ci saranno foto e video, ma l'impressione è che si sia persa un'occasione... quella di abbandonare le tastiere e scendere in piazza, ma anche quella della coesione del mondo dei blogger, visto che si è constatato che molti di questi non hanno aderito. Eppure in ballo c'è la libertà del nostro paese, la difesa di quel briciolo di democrazia rimasta... e questo non dovrebbe nemmeno riguardare solo una categoria, ma tutti noi! Ma si, tanto lo fanno gli altri, ci andranno gli altri, non serve a nulla... e poi siamo italiani no?
Comunque si, non eravamo molti, ma adesso non si dica che non c'era nemmeno un cane!

giovedì 9 luglio 2009

Alla notte bianca del Fatto Quotidiano (intervista a Padellaro)





Ancora non uscito nelle edicole, il Fatto Quotidiano del Direttore A. Padellaro e M. Travaglio si dimostra già la realtà più impegnata del panorama mediatico (ok, ci vuole poco!) organizzando la notte bianca contro il "bavaglio" della nuova legge che si occuperà di chiudere le bocche di giornalisti e blogger. Arrivo di corsa alle 19.30 e non c'è ancora una gran folla all'Alpheus Multiclub di Roma, ma da lì a poco le transenne terranno fuori dal cortile del locale i ritardatari... nessuna paura, nel piazzale antistante si sono allestiti degli schermi per seguire l'evento e il tratto di strada verrà chiuso alle auto. Nei pressi dell'entrata stazionano le personalità che parteciperanno alla serata, la maggior parte "sono entrate già dalle cinque" ci dice la persona del servizio d'ordine. Si vedono Beatrice Borromeo e Sandro Ruotolo da Annozero, Francesca Fornario, Oliviero Beha, il comico Dado... tra la folla compaiono, direttamente dal web, Piero Ricca e Claudio Messora (byoblu), il quale riprenderà più tardi con la sua telecamera Stefania Pace sul palco. Esce poi Antonio Padellaro, direttore del nuovo giornale, che molto gentilmente concede un'intervista a me e ad una ragazza che stazionava nei pressi:


Come sta andando l'adesione al giornale? Quali gli obbiettivi? (Padellaro) "Molto bene, abbiamo raggiunto le quarantamila richieste, ma noi abbiamo bisogno di circa diecimila persone, quindi se ne confermeranno l'abbonamento ventimila, andrà più che bene."


Quale accoglienza avete avuto dai media? (Padellaro) "Abbiamo fatto tutto da soli, con il passaparola e internet, non siamo stati menzionati, ovviamente, dalla televisione ne' tanto meno dai giornali che non hanno scritto nulla su questa manifestazione, anche se non ci si meraviglia nel nostro paese. Qui a Roma ci sono delle testate importanti che non hanno scritto due righe, nemmeno un trafiletto piccolo... va bene la concorrenza, mah... (lascia intuire che sarebbe almeno un dovere deontologico scrivere qualcosa n.d.s.). Ma si parla di tante altre cose, ad esempio di cucina, di come si fa la pasta alla carbonara... perché qui rispetto alle zone limitrofe si fa in maniera differente!" continua... "comunque non dico che erano costretti a scrivere, ci mancherebbe... noi semplicemente ne prendiamo atto".


Su internet il giornale come si sta organizzando? (Padellaro) "adesso abbiamo il sito l'antefatto e voglioscendere di Marco (Travaglio n.d.s.) in seguito ci sarà un sito del giornale su cui confluiranno poi tutti."
La scelta del giorno 8 in concomitanza con il G8? (Padellaro) "nessun collegamento con il G8, è stata una data scelta indipendentemente."


Come nasce il "Fatto Quotidiano"? (Padellaro) "Abbiamo pensato di fare questo giornale con Marco per dar voce a molti fatti che non ne hanno... il giornale avrà sedici pagine, riunisce molte firme importanti e uscirà a fine settembre... ma poi ne parleremo, ora devo rientrare..." Grazie Antonio Padellaro.


Arriva il momento dell'ingresso e raggiungiamo la sala con il palco che sembra alquanto angusta per l'occasione... c'è Montanelli ad attenderci sullo schermo a cui seguiranno Biagi alle prese con l'editto bulgaro (applausi), Luttazzi e altri... Indicatori dello spirito del giornale che verrà. Seduti davanti al palco, colpisce l'età media dei presenti intorno ai trenta... evidentemente il popolo del web. Escono Travaglio e Padellaro ad aprire la serata e sono applausi... (nel video dal minuto 4.30)

Si ha una gran voglia di parlare, la serata prosegue con circa un'ora di ritardo sul programma. Dopo un video-regalo di Sabina Guzzanti versione viril Berlusconi , intervengono Gomez, Tinti e Malavenda per l'analisi dell'ennesima legge porcata, con un Travaglio che afferma "sembra una legge fatta dal colpevole!" (giù applausi). Una esilarante Maria Stella Gelmini (Caterina Guzzanti) irrompe sul palco con un Travaglio spalla d'eccezione. Si ride, ma si torna seri con Vulpio, Flores D'Arcais e Beha che invoca un rinnovamento linguistico: non è giustizialismo volere la legalità! E basta con gli "ismi". Vengono recitate le note intercettazioni telefoniche sulle scalate bancarie e ovviamente su Berlusconi e Dell'Utri... tanto surreali da non sembrare vere. E' annunciata la presenza della Serracchiani e Marino, ma al momento di salire sul palco si scopre che se ne sono andati... forse perché la sala aveva dimostrato, durante gli interventi, di criticare l'operato del PD (oltre che del PDL)?? Sta di fatto che, venuto a conoscenza della ritirata, il pubblico ha invocato a gran voce un applauditissimo De Magistris che però ha lasciato la parola all'altrettanto applaudito Di Pietro. Travaglio scherza... "come qualcuno ha scritto, il vero finanziatore del giornale è lui... l'assegno?" Padellaro più tardi preciserà che non si faranno sconti a nessuno, Di Pietro compreso.

Collegati anche con altre piazze in giro per l'Italia (grande lavoro dei meetup di Beppe Grillo), sul palco Pancho Pardi e Furio Colombo (PD), Barbacetto, la Fornario, Roberto Natale e altri per una serata piacevolissima (ma scomoda seduti sul pavimento!) in cui tutti hanno manifestato la volontà di un cambiamento, di una reazione, di qualcosa di nuovo rispetto alla brutta china che il nostro paese ha intrapreso... qualcosa come il Fatto Quotidiano.

Le premesse per la nascita di un nuovo media, punto di riferimento per una sana informazione, ci sono tutte. Tanti auguri a Padellaro e Travaglio!


lunedì 6 luglio 2009

Sotto il nome di Peppino Impastato.

Italia, sai contare? Sai camminare?? Contare e camminare insieme lo sai fare???



Basterebbe questo video, senza dire altro... ma alcune parole voglio mettercele.
Ero arrivato in anticipo alla manifestazione "io so" promossa dall'ass.ne italiana vittime di mafia in Piazza Farnese. Davanti al palco, con persone venute da tutta Italia, ho guardato questo stesso spezzone interpretato magistralmente da Luigi Lo Cascio e trasmesso a ciclo continuo insieme ad altri filmati nell'attesa degli interventi. "Di che film si tratta??" chiesi... "i cento passi... bellissimo!" mi è stato risposto. Mea culpa, non lo avevo visto... e quella scena, potente e intensa, mi era entrata dentro per i valori, per la rabbia ribelle... e se vogliamo, per la pazzia di un gesto plateale impregnato di un alto senso di giustizia. Mi ripromisi di vederlo, ma l'ho fatto solo pochi giorni fa, mangiando i dolci di pasta di mandorla che avevo comprato durante il mio giro in Sicilia. Ho potuto approfondire la storia di una grande persona, incosciente... forse con una sua dose di ingenuità, ma convinto dei suoi valori fino a sfidare la mafia, la sua famiglia... il suo paese... determinato nello scuotere le coscienze con la sua irriverente radio Aut da dove denunciava boss e misfatti. Morì, ad opera di sicari, il 09 maggio 1978... eroe dei nostri tempi ma solo perché intorno aveva mediocrità... Una persona normale, come me e te, che ha dato l'esempio e la sua vita.



Grazie Giuseppe Impastato, ovunque tu sia...

Oggi alcune persone hanno raccolto la sua eredità... come ad esempio il Centro Siciliano Documentazione "Giuseppe Impastato" e altre associazioni che combattono la mafia e il malcostume nel nostro Paese. C'è Pino Maniaci che con la sua Telejato, nelle stesse zone, sembra ricalcarne le orme, subendo minacce di morte e attentati...




Uno, due, tre, quattro, cinque... cento passi... ITALIA CAMMINA!!!

martedì 30 giugno 2009

A Portella della Ginestra...

Sono stato in Sicilia la scorsa settimana. Una regione dal potenziale turistico ancora inespresso, dalle coste bellissime e dal patrimonio culturale inaspettato. Sapori, dolci e salati, da provare sul posto. Tra i luoghi visitati il più emozionante è stato, senza dubbio, quello meno turistico... ma carico di un'energia che traspariva dal terreno, dalle pietre, e da quelle due persone che abbiamo incontrato sul posto. Superato Piana degli Albanesi, quasi fosse un'appuntamento stabilito nelle pagine della nostra vita, abbiamo raggiunto a circa 800 m. di altezza questa vallata brulla in provincia di Palermo, dove sembravano aspettarci, sedute, due figure provate dall'età, che avevano raggiunto anche loro, con una vecchia 500, Portella della Ginestra. Si ristoravano dalla calura, al fresco vento di questo luogo, ma erano venuti anche a trovare delle persone care. Eravamo soli in questa natura, loro e noi quattro, che ci avvicinavamo osservando le pietre disposte sul terreno. "E' qui?", "sì è qui lo riconosco dalle foto" ci dice Francesco, tra noi di certo quello più emozionato... è lui che ci teneva a visitare il posto ed è grazie a lui che abbiamo avuto modo di rispolverare una storia importante del nostro paese. Era il 1° maggio 1947, "c'erano molte persone quel giorno, si tenevano comizi" ci dice lui, ormai in pensione, con il volto segnato dal lavoro nelle cave che ci indica al di là del monte che avevamo alle spalle... "si ballava anche" continua... "ero qui con la mia famiglia e mio fratello più piccolo... avevo dodici anni". Visitare Portella della Ginestra e trovare dei testimoni oculari di quell'importante e infausto evento... Francesco aveva gli occhi lucidi mentre l'anziana figura parlava, sollecitata dalla nostra curiosità. "Da dove hanno sparato??" gli chiediamo... "Da dietro quel monte, si sono appostati lì e avrebbero dovuto fare anche un fuoco incrociato dalla parte opposta..." "Cosa è successo al momento degli spari?", "Noi eravamo qui, io ero seduto con mio fratello vicino... non ci siamo resi conto subito che stavano sparando... pensavamo che fosse la festa, i festeggiamenti... poi vedemmo le persone cadere... il sangue e scapparono tutti". Ci dice poi, con la tranquillità che regala il tempo: "mio fratello è morto quel giorno, il proiettile passò sotto le mie gambe e lo colpì al fianco... morirono undici persone, nove adulti e due bambini... mio fratello aveva sette anni". Sua moglie, felice di scambiare inattese chiacchiere con quattro ragazzi in una tranquilla giornata di giugno, ci racconta: "non ero qui quel giorno, ma in paese vidi arrivare una signora che si teneva la testa insanguinata..." Francesco riprende con una piccola telecamera la conversazione, che il vento rende disturbata, mentre leggo le parole sulla pietra che recita: Qui celebrando la festa del lavoro e la vittoria del 20 aprile su uomini donne bambini di Piana S. Cipirrello S. Giuseppe si abbatte il piombo della mafia e degli agrari per stroncare la lotta dei contadini contro il feudo. "Sono undici le pietre, una per ogni persona morta" ci dice lui... e dopo una pausa "ma io penso che il mandante è ancora vivo..." volevo chiedergli chi pensava fosse, ma ho esitato... "Siamo stati bene qui a parlare, si sta bene, noi altrimenti stavamo a casa... e poi siamo venuti a trovare loro..." ci dice lei sorridente indicando un'altra pietra con undici nomi incisi. "Suo fratello è il sesto della lista" dico agli altri. Sì, siamo stati bene. "Mi raccomando, non correte su queste strade"... "certo! Vi spediremo la foto che vi abbiamo scattato... arrivederci..." e siamo tornati così, con quei paesaggi negli occhi e quelle parole nelle orecchie, sui nostri passi... dopo essere stati in quel luogo dove è avvenuta la prima strage di stato... dove, si dice, finì la Repubblica.




...la svolta del '47 è figlia di un matrimonio consensuale in cui interessi locali, nazionali e internazionali coincidono perfettamente. Il messaggio contenuto nella strage è stato pienamente recepito e da ora in poi a governare, accanto alla Democrazia cristiana che nelle elezioni del 18 aprile 1948 si afferma come partito di maggioranza relativa, dopo una campagna elettorale volta a esorcizzare il "pericolo rosso", saranno i partiti conservatori vanamente indicati come mandanti del massacro. In questo quadro la Chiesa cattolica ha un ruolo di primo piano. Il cardinale Ernesto Ruffini, a proposito della strage di Portella e degli attentati del 22 giugno, scrive che era "inevitabile la resistenza e la ribellione di fronte alle prepotenze, alle calunnie, ai sistemi sleali e alle teorie antiitaliane e anticristiane dei comunisti" (in Santino 2000, p. 180), plaude all'estromissione delle sinistre dal governo, ma la sua proposta di mettere i comunisti fuori legge, rivolta a De Gasperi e a Scelba, rimarrà inascoltata. I dirigenti democristiani sanno perfettamente che sarebbe la guerra civile.

....Sulla base di nuove acquisizioni documentali nel dicembre 2004 i familiari delle vittime hanno chiesto la riapertura dell'inchiesta. Per Portella, come del resto per le altre stragi che hanno insanguinato l'Italia, la verità è ancora lontana.