mercoledì 20 novembre 2013

La missione


Cliccate sulla copertina per visionare introduzione e i capitoli precedenti de Le Ali dei due Mondi



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LA MISSIONE



I suoi occhi avevano già la luce della caccia appena mi ha raggiunto e sulla sua pelle, come di consueto, erano apparsi i tatuaggi tribali del combattimento così come comparivano sulla mia, di colore blu, al momento di entrare in azione. Mi sentivo forte vicino a lei, come sul suo pianeta, e in quel momento sentivo ritornata tutta la mia energia. Eravamo uno spettacolo e se qualcuno ci avesse potuto vedere in quel momento, come mentre cacciavamo seguendo la pista, incrociando le nostre traiettorie tra le fitte conifere della Foresta della Perdizione dove dimoravano le Bestie, avrebbe visto la sintesi della natura in noi due, nelle nostre anime che si muovevano all’unisono e agivano come fossero state un tutt’uno, tanto che le nostre gesta avevano già suscitato l’interesse degli Anziani che vegliavano su questo mio mondo.

Un'ombra le si disegnò sul suo volto alle parole che avevo appena pronunciate, riportandomi alla memoria espressioni che avevo colto in lei ai tempi dei primi insegnamenti, in cui il timore e l’attenzione nel seguire le istruzioni erano alti. Le regole: è sempre stata molto attenta alle regole. Eppure le regole, a volte, non rendono la vita e alcune volte devono essere infrante.
“Stavolta sarà difficile: la Bestia che dovremo affrontare non è come quelle sin qui incontrate. Questa è, in qualche modo, una loro evoluzione e figlia di quella che ti ferì ed è molto più feroce e letale. Sai che le Bestie si generano al momento del primo ingresso di uno Straniero a Primordia e che sono la rappresentazione energetica di una sua parte... Ebbene: questa fa parte di due persone e non sarà sufficiente il tuo morso per eliminarla, ci vorrà almeno anche il mio. Questa volta non sarò in grado di guarirti dai suoi artigli, né io ne sarò immune: saremo soli contro di lei.”
La guardavo negli occhi cercando in loro la sorpresa di tante anomalie: sapeva che il morso e la conseguente eliminazione poteva effettuarla solo uno Straniero e non le avevo mai parlato di una Bestia simile.
“So di chiederti molto questa volta e non posso garantire l’incolumità. Ho fiducia in te e so che sei pronta per una prova simile, ma puoi rifiutarti se hai dei timori…”


 

lunedì 18 novembre 2013

Osservatore



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OSSERVATORE
(il corsetto in fondo al capitolo è della coautrice):



La seguivo dalla parte opposta della sala: osservavo ogni espressione del viso, ogni gestualità del corpo, ogni passo; la guardavo come si guarda un prezioso, come un diamante tra gli zirconi.
Non poteva vedermi. Le note e gli invitati si frapponevano tra noi e comunque non poteva aspettarsi che fossi lì, decisamente fuori posto e con una giacca e cravatta insoliti rispetto alla consueta tunica blu notte. Quegli abiti, pure blu, mi erano utili a farmi confondere con l’eleganza della serata.
A tratti la vedevo scambiare due parole con la sua amica: indovinavo il labiale in contrasto con il suo pensiero per poi vederla posizionarsi vicino alla parete, con l’aria sognante e poi annoiata, fino a quando non è uscita in giardino. “Seguimi”, sembrava dirmi con il suo vestito bianco che fluttuava nella nebbiolina.
Le cose erano andate come speravo, potevo aprirle il portale al riparo dagli sguardi: i tempi si facevano stretti e non avrei potuto attendere oltre...
“Capisco.”: questa la mia risposta quando mi ha rivelato il luogo di provenienza. E’ la prassi e per quanto questa volta fosse inutile per me chiedere, non volevo farle sapere di averla seguita nel suo mondo reale: non avrei potuto farlo, sono io ad averla istruita sulle regole di Primordia e ad averla messa a conoscenza dei miei compiti, limiti e doveri. Non era la prima volta che infrangevo le regole per lei…
Oramai numerose volte mi ero materializzato sulla Terra per cercarla. Le prime volte è stato soffocante: lei era lontana ed il pianeta troppo vasto, ma il suo sangue nelle mie vene mi ha guidato come una bussola fino alla sua abitazione. I miei poteri erano limitati in quel luogo e comunque andavano progressivamente indebolendosi, in un mondo o nell’altro.
Non sarei potuto uscire da Primordia senza il suo sangue e lei non poteva immaginare fossi ora in grado di farlo né le conseguenze.
Eravamo giunti all’armeria per la vestizione: io ho indossato il mio vestito da caccia in pelle blu e cotone che lasciava ampio respiro alle mie ali di librarsi. Lei è uscita poco dopo, nella consueta mise in pelle nera e le ali dello stesso lucido colore: rimasi qualche istante a guardarla per saggiarne la bellezza e confrontarla con la sua versione in abito bianco.
“Ti devo parlare!”, le dissi con un’aria forse più seria del solito guardandola negli occhi: lei sembrava sorpresa dalla determinazione delle mie parole o dal mio sguardo.


Benché sia convinta di non aver commesso errori, perché questo mondo è il luogo dove ho sempre seguito tutte le regole, c'è sempre la possibilità che ne abbia infranta qualcuna involontariamente e che tu, adesso, voglia parlarmi delle conseguenze delle mie azioni: il fatto stesso che tu mi parli indica che esiste un problema grave e dal tono della tua voce, nonché dal tuo sguardo, traspare  profonda preoccupazione.

Il panico si sta impadronendo di me perché potresti annunciarmi che sto per essere bannata da Primordia... ma, se fosse così, perché mi avresti fatta vestire per la caccia?  Cosa sta accadendo?

“Ti ascolto!”



domenica 20 ottobre 2013

Scatti di uno di due


Non c'è compimento nell'allontanarsi dalla strada della propria vita...


Tigre della foresta
(Roma - RM)


 C'è un momento dell'infanzia, sotto un tavolo, in cui gattoni al centro dell'universo: le gambe delle sedie sono alberi, il tavolo sequoia, e sotto ci sei tu, il re, la solitaria tigre della foresta. Nulla ti è inferiore e domini il tuo piccolo magico mondo nei confini del legno in una stanza. E' un momento in cui prendi le misure con te stesso e ti ascolti: non importa quanto siano falsate le conclusioni dalla tenera età, ma sei in confronto con la tua persona... è un momento importante. Questo prima di confondersi nella gattara, di distoglierti da te per seguire il caos di fuori. Tutto questo prima di vivere le sette vite che scandiranno le fasi del tuo percorso: prima di sentirti, o qualcuno ti faccia sentire, un topolino; prima ancora di imparare a disimparare la morale, il bene e male, il bianco e nero indottrinato di quel mondo molto più vasto di quella piccola stanza angusta ai nuovi tuoi grandi occhi... prima di capire il bianco e nero non esiste affatto... Ancora prima di intuire che in te puoi trovare ogni cosa, e allora ritorni ad ascoltarti, come sotto quel tavolo anni prima. Dall'infanzia, solo allora ritornerai a sentire la tua voce, e rivaluterai la tua posizione sentendoti meno che un topolino: microbo nel cosmo e nel tempo, ripensando con un sorriso benevolo a quell'ingenua tigre... Ti senti tigre, poi topolino, poi microbo: ma non sarà ancora tutto, perché capirai che in te c'è sì tutto, ma non il compimento della tua esistenza, e che questo non sarà senza incontrare la propria vita e completezza... Il momento in cui comparì quella tigre sarà allora molto tempo prima che tu ti veda riflesso in lei, nella realtà di quello che sei sempre stato: uno di due e tutto al contempo. Allora ti compirai fondendoti, divenendo altro da te e molto più te, ricollocandoti nel posto che ti è sempre spettato, dove dovevi essere, e comprendendo l'importanza di ogni singolo passaggio che ti ha portato fin lì. Allora SARAI... e sarai veramente ogni cosa, collegandoti al cosmo, e se un limite ci sarà, sarà il suo infinito... e completandoti sarai lui, in ogni suo tempo, anche in quello di quella grande foresta con quella piccola tigre di molti, tanti anni prima, che abbraccerete in voi...



Uno scatto è lo sguardo interiore di un uomo che racconta un mondo fuori ed uno dentro di lui...










Rifrazioni crepuscolari
(Castelsantangelo sul Nera - MC)










Il mondo fuori
(Bevagna - PG)










Gattara
(Siena - SI)
 











Condomino alveare
(Palermo - PA)












Sovraesposizione
(Massa Martana - PG)











Giardino in fiore
(Castelsantangelo sul Nera - MC)
  









Coro a cappella
(Castelsantangelo sul Nera - MC)
 











Per Bacco!
(Massa Martana - PG)











Ghirigori nell'oro
(Roma - Ostia - RM)
 











Rimonta politica
(Roma - Parco degli acquedotti -  RM)











Assolo
(Bevagna - PG)











Ibernazione
(Castelsantangelo sul Nera - MC)











Tamponamento
(Roma - Parco degli acquedotti -  RM)











Rapporti coniugali
(Bevagna - PG)











Serale marino
(Roma - Ostia - RM)











Beautiful day
(Castelsantangelo sul Nera - MC)











Miao e Qua
(Roma - RM)











Nell'universo fiore
(Castelsantangelo sul Nera - MC)











Sogni...
(Roma - RM)
 


 
Mi fondo e confondo, e non importa ritrovare un profilo in quest'amalgama di meraviglia, poiché è questa indeterminatezza a comporre nello spartito che ci risuona l'anima. Ed è la voce del cosmo, unica verità,  linguaggio e musica, che ora propaghiamo, a compierci, legarci a lui e rivelarci l'incompletezza di solo uno dei due... e a palesarci noi... 


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