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domenica 3 gennaio 2010

Bilanci e propositi

Dopo una latitanza passata tra le colline panettoni e i monti pandoro, mischiato con la mia gente in un mercante in fiera e in giochi di società chiamati tombola e perlina. Dopo aver lambito i fiumi spumante e brachetto e averli passati attraversando il ponte torrone, torno sui miei vecchi passi dello scorso anno ribattendo quei tasti e pensieri che da un anno fanno parte della mia vita.
Questo blog compie giusto un anno e, varcata la soglia del 2010, è forte la tentazione di un bilancio di quel che è stato... ma è altrettanto grande la voglia di gettare uno sguardo al futuro per anticiparne dei frammenti e pianificare dei propositi che vogliono essere traguardi.
2010: istintivamente questo numero mi piace, c'è quel 10 simpatico che m'ispira positività... Ma facciamo un passo indietro: era il gennaio del 2009 quando presi le redini di questo spazio, che aprii però nel dicembre 2008, ed è stato l'inizio di un positivo cammino personale. Nel 2009 ho pubblicato 43 post, coltivato meno la poesia, che anzi ho quasi abbandonata e ho riflettuto a voce alta soprattutto su temi sociali quasi fosse stata una chiamata alle armi. In realtà qualcosa in versi l'ho scritto, ma sono state le scelte dei miei concittadini che mi hanno scosso: quelle elezioni 2008, scellerate, mi hanno fatto passare davanti agli occhi uno scenario futuro che in parte abbiamo vissuto. Quasi come in una visione, ho preventivamente avvertito lo strapotere e la follia di un uomo e un sistema alle sue spalle che avrebbero portato al declino il paese così come lo conoscevamo. Sapevo che almeno da lì a cinque anni il tempo si sarebbe fatto pesante, e non ci sarebbe passato un nano-secondo.
Sono soddisfatto di quel che ho prodotto sul piano personale, nulla di eccezionale, ma qualcosa che ha contribuito a portare avanti un cammino, a farmi sentire una piccola goccia in un mare di buone intenzioni.
Se penso a questo 2010 da un punto di vista sociale generale, non posso però essere votato all'ottimismo: abbiamo voluto una bicicletta che ci sfiancherà pedalare e di cui non ci possiamo liberare. Se abbiamo creduto di aver toccato il fondo in questi mesi di continui spostamenti dei paletti morali, sappiate di non aver visto ancora nulla. L'Italia vedrà dilaniata la sua Costituzione, la sua economia. Corruzione e malavita prolificheranno e saranno ulteriormente esportate all'estero minando le altrui democrazie. "Giustizia" sarà sempre più una parola vuota e ostile per i governanti.
Ma, dicevo, il 2010 mi sta simpatico e vedrà anche accrescersi un'eredità dello scorso anno, un qualcosa di fisiologicamente in contrapposizione a tempi tanto tristi. Penso ai movimenti che hanno preso vita o forza nel 2009 quali: le Agende rosse di Salvatore Borsellino, Il popolo viola della rete, un giornale quale il Fatto, network come BlogNews e BeppeGrillo, trasmissioni come Annozero che hanno visto crescere gli ascolti: una minoranza di persone che costituiscono la Nuova Resistenza e che hanno avuto la capacità di farmi sentire meno solo e darmi fiducia in prospettiva.

Il 2009 ha regalato a molti di noi qualcosa di molto importante: la consapevolezza. Il 2010 vedrà crescere lo spirito di una presa di coscienza e partecipazione sociale che verrà sostenuta ed accudita da chi ha trovato una chiave di lettura della nostra realtà:



Tutto questo è lo zoccolo duro per quel che verrà dopodomani, ma in questo nuovo anno continuate a stringere i denti...
Personalmente mi propongo solo di proseguire sul cammino tracciato.


P.S.: Tra le cose da salvare dell'anno passato e che porto volentieri nel nuovo, voglio sottolineare la conoscenza, a volte solo virtuale, di persone come Lisa a cui devo molto e particolarmente ho negli affetti, la conoscenza di Massimiliano, Tina, Giuseppe, e la lettura di persone come Alessandro Ghebreigziabiher al quale, non me ne vogliano gli altri, consegno la mia personale palma di miglior blogger 2009.

domenica 25 ottobre 2009

Il mio blog: in abiura di me

Un blog: perché? Non l'ho cercato... oppure sì, l'aspettavo ed è arrivato. La prima cosa che mi è venuta in mente di scrivere è stata: "In Italia l'informazione è imbavagliata, facciamocela da noi!"... un'esigenza sociale figlia del mio tempo.
Inviavo mail ai miei amici su tematiche politiche e sociali quando questo blog si è imbattuto in me... ma ancora non sapevo cosa avremmo fatto insieme.
In un altro momento sarebbe stato un contenitore di poesia, in un altro non sarebbe stato affatto, ma non siamo mai la persona del giorno prima e bisogna allontanarsi dal nostro tempo e dallo spazio per capire il senso del proprio cammino e di quello della società che ci circonda, e da lontano siamo buffi: puntini che si affannano in problemi piccoli, come lo siamo noi... Ti riavvicini e più che persone vedi burattini inconsapevoli, intenti a giocare al superenalotto o a seguire l'ultima fiction o reality. Ma non appena tornati da questa prospettiva, riprendendo contatto con se stessi, è chiaro come la nostra presenza sia in interazione con le altre, e la passività significa affidare ad un'oligarchia il nostro destino: è con queste consapevolezze che ho intrapreso a scrivere qui.
Mi hanno sempre fatto tristezza quelle persone che le vedi oggi e sono come dieci anni prima: dov'è stata l'evoluzione? E il blog è anche un motivo di crescita personale, di confronto con gli altri e con se stesso: trovo interessante l'idea di guardare un mio scritto di alcuni anni prima e constatare quante sciocchezze sono stato capace di buttare giù... Quanta ingenuità! Dirò di me.
Alcuni, leggendomi, mi hanno indicato con un futuro politico (che mi è anche stato proposto), ma non sono mai riuscito a dire "io sono di questo preciso colore", perché mi sentirei soffocare il minuto dopo e lo riterrei un insulto all'intelligenza: la fine di una persona è nel momento in cui si inquadra in un sistema, perché ci si identifica fino a dimenticarsi di sé... finisce così per difendere delle ideologie per "partito preso", fossilizzandosi su di una posizione.
Le ideologie sono qualcosa di affascinante, da studiare in quanto frutto dell'elaborazione umana precedente o contemporanea... ma non possono farti prigioniero: devono essere rielaborate per una tua verità, la quale è a sua volta instabile e fallace quanto quei pensieri... perché è dinamica alla luce del tuo vissuto. Questo porto qui dentro: una mia verità del momento.
No, prendere un contenitore a scatola chiusa, annessi e connessi, non fa per me... sia esso religioso o politico, ci sarebbe comunque una parte che non mi rappresenterebbe ed io voglio avere la libertà di poterlo criticare...
Fare un blog per me non è un "copia e incolla" né un diario, ma mettere dentro qualcosa di personale, un'opinione o una testimonianza al limite del giornalismo, e mentre lo fai pensare che può essere utile a qualcuno oltre che a te stesso. E' anzi farlo prima per te stesso e farlo bene, anche se non verrai mai letto... questo con il rispetto di chi lo vive in altro modo.
Il mio obiettivo con il mio blog è fare un cammino, e "poter passare ad un livello successivo, e quindi dare vita a ciò che scrivo... fino all'abiura di me. E non mi interessa che tu condivida il mio pensiero", non cerco consenso. E al mio detrattore, che si contrappone senza una critica costruttiva o senza una logica dico che "al limite può farmi una..." ma forse è meglio far partire il filmato:



Voglio ringraziare l'amico Capa per avere realizzato il video per questo post ;-)

P.S.: nella vita di tutti i giorni la mia moto è meno tecnologica e guido in maniera meno spericolata.