sabato 2 ottobre 2010

No B Day 2: la sfiducia viola

In un'Italia dove la spaccatura tra politica e realtà è sempre più insanabile, dove i governanti fanno solo i loro interessi, dove un direttore di giornale inscena un finto attentato per sparare sul web e rispondere al clamore delle parole in diretta tv di Di Pietro alla camera, in un'Italia dove un Fini (qualcuno simpatizzava per lui?) rinnova la fiducia al più squallido figuro che il Paese abbia mai visto, in questa Italia in decadenza dicevo, si riuniscono persone vere a parlare di cose vere e stare in mezzo a loro riapre il cuore.

Il Popolo Viola sfiducia questo governo senza appelli, ma condanna anche l'opposizione. Del resto i viola, come le agende rosse e il movimento a cinque stelle esistono esclusivamente per la mancanza di democrazia e di un'opposizione che si è rivelata chiaramente complice e collusa con la cupola mafio-massonica al potere, altrimenti di loro non ci sarebbe stata mai traccia né bisogno.
Intendiamoci, l'onda viola non rappresenta tutta la penisola, comunque in preda al sonno imposto dai media, e se non ha inciso a fondo l'oceano di gente del primo raduno non ci si può attendere molto dal secondo. Forse tutto questo serve più a noi che c'eravamo, a chi non c'era ma avrebbe voluto esserci. Serve comunque a fare pressione in alcuni partiti (non pensate al PD). La speranza è che il tam-tam sia importante per informare e risvegliare la società e che possa incidere sulle future elezioni.
All'arrivo in Piazza della Repubblica era già evidente la differenza con il primo No B Day: non c'era la sterminata folla del 5 dicembre. Eravamo pochi... Per rendere l'idea, se nell'ultima manifestazione di Berlusconi lui ha dichiarato che la sua clack arruolata fosse di un milione di persone, allora noi in Piazza San Giovanni eravamo, al dunque, all'incirca due milioni. Comunque un risultato migliore anche degli ultimi raduni dell'opposizione.
Prima dell'avvio del corteo tra le persone e nelle interviste televisive si discuteva della carenza di partecipazione e conseguentemente, individuata come una delle cause principali, della spaccatura all'interno del popolo viola su cui vale la pena spendere due parole:
Questa data era stata indetta dalla pagina nazionale viola che non si è consultata con i vari gruppi locali. Il mal contento dei vari gruppi montava comunque già da tempo e riguardava la mancanza di democrazia di chi gestiva questa pagina, autoproclamatasi e con a capo tale Sanprecario, personaggio senza identità. Con il tempo, come ho avuto modo di appurare in febbraio parlando con uno dei gestori di un gruppo locale e poi seguendo l'evoluzione delle polemiche che hanno divampato in seguito, si è cominciato ad accusare di strumentalizzazione la pagina nazionale viola, rea di censurare chiunque facesse scomode domande in merito. Ha cominciato a circolare la voce che dietro le loro azioni ci fosse la regìa di un partito o più partiti che volessero strumentalizzare i viola (Idv - PD gli indiziati). Lo stesso Paolo Flores D'Arcais (micromega) ha preso le distanze dalla pagina nazionale convocando i gruppi viola per il 16 ottobre. Quel che è certo è che un raduno nazionale non c'è mai stato, mentre circa 56 gruppi viola si sono riuniti e si sono dati una carta etica ed un'autoregolamentazione democratica.

Detto questo, eravamo comunque tanti e, una volta compiuti in maniera snella il percorso e l'ingresso in Piazza San Giovanni al grido di "fuori la mafia dallo stato!" e "Berlusconi porzione di escremento" (ma non sono sicuro si dicesse proprio così...), sono iniziati gli interventi: emozionante quello della sorella di Stefano Cucchi, bello il discorso del professor Rodotà, quello della direttrice del Manifesto e l'intervento dei Partigiani dell'ANPI. Non me ne vogliano gli altri, ma il discorso principale, l'anima della manifestazione è stato Salvatore Borsellino con un grande discorso che su RaiNews24 (mi hanno poi riferito) è stato purtoppo tagliato sul nascere.



Finirà l'intervento con il solito veemente grido a cui ci ha abituati: RESISTENZA!!
"Quando parla lui parlano due persone, sono i due fratelli..." ha commentato il conduttore della serata. La conduttrice invece, all'arrivo del nostro cartello davanti al palco con Paolo e Giovanni, non ha potuto fare a meno di salutarli e portarli all'attenzione di un applaudente pubblico che aveva già fatto incetta di fotografie dei loro mezzi busti sorridenti durante il percorso.
E' Salvatore, sono Falcone e Paolo Borsellino che marciano con noi tra la gente, il cuore che batte nel petto viola.
E noi resistiamo... e camminiamo su quella strada che è stata tracciata con il sacrificio di due uomini che possiamo chiamare, noi sì con cognizione di causa, eroi...



domenica 26 settembre 2010

Le due facce del Grillo

Mi ha colpito, nel tempo, apprendere che molte persone non vedevano di buon occhio Beppe Grillo, anzi, lo accusavano dei più disparati doppi fini nel suo impegno sociale.

Reduce da una serie di successi con il suo Movimento a Cinque Stelle e dalla recente manifestazione di Cesena (Woodstock Cinque Stelle) "rischia di spazzare gli altri partiti politici..." come ha avuto modo di dire recentemente Santoro nella sua Annozero tra il serio e il faceto.

Certamente è portatore sano di una politica più alta, di programmi ed idee all'avanguardia. Lo stesso Popolo Viola in un certo senso deve riconoscergli la paternità. Il suo movimento dà l'impressione di essere anche troppo avanti nei tempi e per questo rischia di risultare poco compreso.

Troppo facile però inserirsi nel nulla assoluto dell'attuale corrotta politica italiana anche senza il favore dei media.


L'anomalia: da comico a...
Da comico a cittadino impegnato. Chiamare comico Beppe Grillo nel contesto sociale in cui opera è, secondo me, denigratorio. Comico lo è in un varietà televisivo (del passato) e all’interno di un teatro, dove le persone pagano per sentire, oltre alle sue idee, anche la battuta e lo sketch. La funzione di raccoglitore di denunce sociali nel suo lavoro, la notorietà, lo ha portato nel tempo ad essere un catalizzatore di queste tematiche e tra le persone meglio informate in Italia, proprio quando la sana informazione diveniva, da noi, merce rara. Il comico è pubblicamente divenuto altro, la persona ha raccolto il peso dell’impegno, ma è l'anomalia della nostra non-democrazia che ha reso Grillo membro attivo della “nuova resistenza”. Fonda il Movimento a Cinque Stelle. Grillo esercita la politica secondo una logica alla quale non siamo abituati: estranea al potere. L’essenza dell’operato di Grillo si può riassumere in un unico concetto: rendere i cittadini consapevoli di essere tali e in quanto consapevoli, anche responsabili. E’ politica nella sua essenza, quella che mette al centro le persone. Grillo è di fatto un politico in quanto appartenente alla Pòlis (Città – Stato) e quindi non lo è meno di quanto dovremmo esserlo tutti. La sua massima resa è quella del “grillo parlante”, diffusore soprattutto di una visione… a noi il compito di recepire.

Grillo e i media

Uomo libero, per Grillo destra o sinistra (presunti) non ce n’è per nessuno… PDL e PD sono i controllori dei maggiori media e instauratori dell’attuale regime… e questo dice tutto. Dalla cacciata RAI 1986 (editto bulgaro ad opera di Craxi) è in atto una campagna mediatica che tende a screditarlo. Buffoni che vogliono far passare per buffone chi di mestiere fa il comico (ironia della sorte). Questa è la strategia utilizzata nel nostro tempo per rendere inoffensivo un fastidioso personaggio pubblico (anni fa avrebbe risolto una bomba)… e per questo italiano medio è più che sufficiente. Rifugiato nella nicchia del web, Grillo ha creato uno dei blog più cliccati, attraverso il quale passa un fitto scambio di notizie altrimenti sotto silenzio. Interviste a personaggi e persone qualunque, visibilità a giornalisti del calibro di Travaglio (patrimonio giornalistico mondiale), gente portata in piazza (V-day), referendum contro leggi “porcata”, migliaia di persone sensibilizzate, creazione di liste civiche a cinque stelle, appoggio a De Magistris e Sonia Alfano alle europee… dimentico molto, ma direi che basta e avanza. Da www.beppegrillo.it ha saputo trarne il massimo utilizzando anche il linguaggio comico-teatrale perché ha capito che al “tele” italiano si arriva con una battuta e non con la noiosa serietà. Da lì diffonde il suo pensiero, esattamente come qualsiasi blogger, con i pregi e i difetti di ogni persona, perché lui, come ognuno di noi, non è portatore del Verbo.


Grillo e il confronto

Ogni blogger con un minimo di visibilità sa cosa siano gli attacchi gratuiti: Grillo ci ha messo la faccia, il contenitore a disposizione delle persone che possono ragionare sull’informazione e quanto proposto, ma il dialogo in un clima di contestazione mediaticamente “soffiata” diventa difficile, anche con i numerosissimi grillini stessi. Lui ha messo delle linee guida nella carta di Firenze dopo un confronto con i maggiori meetup: ad ogni lista civica, poi, il compito di seguire il canovaccio di un pensiero. La cosa migliore era quella di evitare inutili discussioni con chi non capisce (o fa finta) e vuole screditare. Per quanto riguarda il confronto in TV, preferisce esprimere il suo pensiero in collegamento esterno o in differita, senza contradditorio immediato, per il semplice motivo che, come sempre, in queste trasmissioni ci sono i soliti pupazzetti politici con i foglietti (che chi di dovere ha preparato) tracimanti idiozie che tendono a buttare in confusione il discorso. Il concetto è: io dico la mia, il pubblico ha l’opportunità di ascoltare, poi dopo replicate quanto volete, infangate, denigrate, ma senza di me… non c’è confronto con personaggi di tale squallore. E’ la stessa scelta di Santoro ad Annozero con Travaglio: avrei fatto lo stesso.


Grillo e il PD
Al solito non è stato capito dai più. E' stato esilarante osservare le persone spiazzate dalla sua candidatura alla segreteria del PD: "perché al PD e non all’IdV? Ma fa sul serio? Dove vuole arrivare? E’ come Berlusconi! (!!!) Screditare il PD danneggiando l’opposizione? Il solito buffone…" e chi più ne ha più ne metta. Ovviamente non aveva la minima intenzione di puntare alla carica, bensì voleva mostrare i limiti e il vero volto del PD, partito che finge di fare l’opposizione e la sinistra italiana, ma che con il PDL fa come il gatto con la volpe… e noi i burattini manovrati verso il bipolarismo stile P2 per un controllo totale del potere e delle poltrone. Scopo secondario era anche pubblicizzare il programma delle liste civiche a cinque stelle (parte del quale ripreso da Obama e condiviso da IdV). Si è messo in gioco, ha prestato il fianco alla critica, ma alla resa dei conti poi molti hanno capito: li ha messi in mutande. Lo ha fatto con un colpo di teatro che l’italiano recepisce. Grillo ha capito che l’unica speranza per il paese è togliere al PD il ruolo di opposizione, a vantaggio di chi l’opposizione la fa davvero. Per chi invece ancora non ha compreso… beh, c’è sempre il bipolarismo e il “grande” Partito Democratico... (auguri).

Cosa lo muove?
Cosa fa saltare il grillo? Secondo la “politica corrotta”, sono i soldi, anche reo di averne (senti da che pulpito!). La sua è tutta una manovra per incassare denaro utilizzando il populismo: esilarante dichiarato da personaggi che manovrano davvero le menti del popolo, rubano stipendi e prendono mazzette!
Beppe, hai una certa età, i soldi li hai fatti (con il sudore), per riempire le sale non ti servono mezzucci, non sei compreso: chi te lo fa fare? Perché metti in pericolo anche la tua incolumità e non ti pieghi al potere? “Il fatto è che poi vedi tuo figlio piccolo, ti guardi allo specchio e dici che non ti puoi tirare indietro, non puoi lasciargli questo paese, disattendere chi ha riposto in te una speranza”… ti credo, non mi basta sapere altro.
Non sorprende l’opinione dei media e di chi ne è ammaliato, sconcertante invece la posizione del collega Luttazzi, che stimo per intelligenza (meno in questa occasione). Luttazzi, ricevuto lo stesso trattamento mediatico del collega, giudica chi esercita satira incompatibile con l’attivismo politico, dimenticando che un comico è anche e soprattutto un cittadino. Accusa Grillo di populismo e demagogia adducendo motivazioni dal sapore qualunquista. Vinta una causa contro Berlusconi per auto difesa, di Luttazzi non si registrano iniziative significative al di là del palco. Ho troppa stima della persona per maliziare sul perché di tali parole… preferisco pensare ad un abbaglio e pagare il biglietto per un suo spettacolo.


Conclusioni

Questo post non muoverà le convinzioni di nessuno, ma ha dato l’opportunità di ascoltare un punto di vista su di un personaggio che divide. Per alcuni è un cialtrone, per altri un uomo da seguire… quasi fosse due persone distinte, due facce di una medaglia. Simpatico o antipatico che possa risultare, per me è solamente uno di “noi”. Curioso registrare quanto faccia parlare di sé e faccia paura una sola persona ai “poteri forti”, quasi quanto la piccola Cuba agli Stati Uniti.

Ringrazio Beppe Grillo per quanto ha fatto e sta facendo per il nostro paese. Comunque pronto, sia chiaro, a criticarlo duramente qualora dimostri di non muoversi per il bene comune. In qualunque modo la pensiate, nella speranza che sempre più persone tra voi aprano gli occhi, seguano l’esempio e si uniscano a remare tutti attivamente per un’Italia veramente libera e democratica… contrapponendo resistenza a questo regime che, spero lo avrete capito, non è solo Berlusconi.